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Black Flag

 Antipolice Story: i Black Flag ,una leggenda dell’hardcore punk

 

Una bandiera anarchica scomposta in quattro grossi pistoni neri: questo è il simbolo dei Black Flag. Se vi mettete a guardare bene le braccia di tutti quelli che vi passano davanti, prima o poi ne beccherete uno che se l'è fatto tatuare addosso. È un simbolo potente, cattivo. Non che i Black Flag suonassero le colonne sonore dei Mini Pony. Appunto.

Nel 1976, in California, nascono i Panic. L'embrione dei Black Flag comprende Greg Ginn alla chitarra, Keith Morris alla voce, Chuck Dukowsky (al secolo Gary McDaniel) al basso e Brian Migdol alla batteria.; i pezzi che registrano vengono ascoltati dalla Bomp, casa discografica che promette di produrre almeno un singolo. Però mancano i soldi. Ergo, niente singolo.

In piena ottica DIY ("Do It Yourself") Greg Ginn, dopo essersi ampiamente rotto i cosiddetti, fonda una casa discografica, la chiama SST Records e decide di cambiare il nome della band in Black Flag. Suo fratello Raymond disegna il sopracitato logo. Ringraziatelo per il vostro tatuaggio, lui apprezzerà.

Il singolo esce nel 1978, si chiama Nervous Breakdown e contiene quattro brani. Viene venduto per posta e la band inizia a farsi un nome, anche grazie al fatto che decoravano tutti i muri a disposizione col loro simbolo. La polizia li prese in antipatia. La polizia non capisce l'arte. È un sillogismo piuttosto comune. La polizia iniziò a interrompere tutti i concerti, perchè si scatenavano risse abbastanza regolari. La polizia non ama l'hardcore. Anche questo è un sillogismo piuttosto comune. È raro che ai Black Flag sia concesso di suonare due volte nello stesso locale, perché durante le risse c'era la tendenza a sfasciare un po' tutto. Questo però non è un sillogismo: è pura logica di mercato.

1979: al posto di Kaith Morris e Brian Migdol arrivano Chavo Pederast (al secolo Ron Reyes) e Roberto "Robo" Julio Belvedere. Si torna a registrare ma, dopo un concerto, Chavo decide di mollare. Finisce comunque di registrare il disco, che esce col nome di Jealous Again nel 1980. sempre nel 1980 arriva Dez Cadena alla voce, e anche il primo tour nazionale. Si lasciano dietro una scia risse ed occhi neri assolutamente originale, soprattutto per le zone degli Stati Uniti dove andava ancora di moda il pogo. Ai concerti dei Black Flag scatta una "violenza comunicativa", altro che pogo. Uno sciame di ragazzini pseudo traumatizzati capisce che l'epoca del punk '77 è finita, e che è iniziato qualcosa di più sotterraneo e immensamente più violento e reale. Vero. E volendo puro. Chiamasi hardcore. Al prossimo concerto che andranno a vedere, probabilmente, molleranno un cazzotto al vicino. Per poi spiegargli che era un semplice gesto d'affetto.

 Nel 1981 esce Six Pack, seguito dal singolo Louie Louie, e Dez Cadena comunica al gruppo di non voler più cantare perché gli si stanno rovinando le corde vocali. Il nuovo cantante si chiamerà Henry Rollins, una montagna di muscoli considerevolmente alta, e cadrà loro addosso ad un concerto.

È un fan, che sale sul palco per cantare un pezzo: alla band piace talmente tanto che se lo prendono, e Dez Cadena passa alla seconda chitarra. Sempre nel 1981 registrano Damaged e ricevono un'offerta dalla Unicorn Records, di proprietà della MCA, una major. La band accetta sperando in una buona distribuzione, ma la MCA blocca i lavori dicendo che l'album non s'ha da fare. È portatore di "messaggi negativi". Non sono sigle dei Mini Pony, insomma. I Black Flag nel 1981 decidono di uscire con la SST, cosa che però viola il contratto con la Unicorn e che porterà Greg e Chuck in carcere per cinque giorni.

Riassumendo: propongo di distribuirti il disco, ma siccome non parli di fiorellini cambio idea e non lo faccio. E nel momento in cui tu decidi di farlo uscire in altri modi, mi diverto a crearti un po' di problemi. Ah, la proverbiale correttezza delle major. Adorabile.

Il 1981 è un anno potenzialmente nero per la band: al ritorno dall'Inghilterra Robo viene trattenuto alla frontiera, e le date rimanenti vengono fatte con Bill Stevenson dei Descendents alla batteria.     Robo molla il gruppo e viene sostituito con Emil Johnson.

Registrano Tv party e Johnson lascia il gruppo causa litigio con un roadie della band, che si portava a letto la sua ragazza. Trovano un altro batterista e lo cacciano poco dopo per irresponsabilità. Non si frigge mica con l'acqua.

 

Nel 1982 esce Everything Went Black, una raccolta e nel 1983 tornano in tour con Bill Stevenson, che si divide fra Black Flag e Descendents. Esce My War, ma Dez e Chuck lasciano la band: viene presa Kira Roessler al basso e resitrano anche Family Man e Slip It In, pubblicati nel 1984 insieme a un live. I Black Flag continuano a perdere pezzi, nel 1984 Kira e Bill vengono sostituiti da Anthony Martinez e C'el Revuelta. Nel 1986 esce Who's Got The 10 12?. Poco dopo i Black Flag si sciolgono. Escono raccolte postume. Fine della storia.

 

 
 Valentina Ceccatelli