On Air Stiamo trasmettendo:
The Boiler con Indignata Chinaski

Parola di DJ

newsletter
Vuoi essere informato su tutte le novità di Radiogas?
Iscriviti alla nostra newsletter
Scrivi la tua email



GOODSPEED YOU ! BLACK EMPEROR Discografia

La comune musicale GY!BE nasce a Montreal intorno al 1994. Lo scopo di questo collettivo è quello di superare i limiti del post rock, inserendo numerosi elementi prog. Nasce una musica densa di riferimenti ed altamente politicizzata grazie alla quale i Godspeed You! Black Emperor diventano un autentico culto mondiale.

F#A#oo (1998 - *****) è il monumentale esordio in cd doppio, formato da tre chilometriche suite: The Dead Flag Blues (part I - IV), East Hastings (part I - IV) e Providence (part I - VI). Si lascia preferire in particolare la seconda, ma la compattezza dell'insieme è impressionante.  

In questa prima versione i GY!BE sono Aidan Girt (batteria), Bruce Cawdron (percussioni), Christof Migone (violino), David Bryant (chitarra acustica), Efrim Menuck (chitarra elettrica), Mauro Pezzente (basso), Mike Moya (banjo), Norsola Johnson (violoncello), Thea Pratt (corno francese), Thierry Amar (basso). Semplicemente uno degli album fondamentali della storia del post rock.

Slow Riot For A New Zero Kanada (1999 - ***) è un ep dal difficile concept biblico, che qualche anno dopo ispirerà anche l'album Tohu Bohu dei francesi Ulan Bator. Il formato è più tradizionale rispetto a F#A#oo, anche se rimane l'estrema ricercatezza ed originalità degli arrangiamenti quasi cinematografici. La formazione è ridotta e Sophie Trudeau sostituisce Christof Migone come violinista della band.

Un altro splendido doppio album nasce con il nome di Lift Your Skinny Fists Like Antennas To Heaven! (2000 - ****). Questa volta ci sono ben quattro suite lunghe tutte intorno ai venti minuti, di cui la migliore è senza dubbio Static (part I - V). Il muro di chitarre elettriche è impressionante a causa dell'inserimento in formazione di un terzo chitarrista (Roger Tellier - Craig).

L'errore dei Godspeed You! Black Emperor è quello di farsi produrre dal profeta del noise Steve Albini per il loro terzo album. Yanqui U.X.O. (2002 - ***1/2), pur gradevole e visionario come si conviene comincia a far trapelare un bel po' di stanchezza. Ormai l'effetto sorpresa è svanito e si rimane un poco storditi di fronte agli oltre 32 minuti di Motherfucker = Redeemer. Il collettivo si scioglie all'apice del successo. Molti membri continueranno con il progetto di post folk The Silver Mount Zion Memorial Orchestra, altri con gli HRSTA.

 Dopo un'applauditissima tournée mondiale biennale da tutto esaurito, i misteriosi asceti del post rock tornano tra noi con l'album più conciso della loro storia. Allelujah! Don't Bend! Ascend! (2012 - ****) prevede due singoli brevi di grande atmosfera (Their Helicopters Sing, Strong Like Lights At Thee Printemps Erable) e due meravigliose suite testate nel tour della reunion (Mladic, We Drift Like Worried Fire).

Sarà perché un po' ci eravamo dimenticati l'effetto che faceva un nuovo disco dei GY!BE, ma si tratta di un disco che in parte ricrea la magia dei bei tempi che furono. Sono tornati i califfi del post rock! Allelujah!

‘Asunder, Sweet And Other Distress (2015 - ****) non aggiunge molto alla storia del leggendario combo canadese. Si tratta di una suite in quattro movimenti, piuttosto concisa per gli standard della band (circa quaranta minuti).
 
Si dice in giro che si tratta soltanto di scarti dei dischi precedenti, risuonati per l'occasione e che i Godspeed ormai non hanno più niente da dire. Sarà, ma averne di scarti come questi! Le atmosfere di ‘Asunder sono forse più accessibili e melodiche del passato, mentre l'epicità di Peasantry Or Light! Inside Of Light! e di Piss Crowns Are Trebled non teme nessun tipo di raffronto.
 Lorenzo Allori