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IL MEGLIO DEL 2008

Il secondo referendum interno di Radio Gas non aveva, a differenza del primo, nessun significato "all-time" vertendo tutte le sue categorie sull'anno che si sta per concludersi. Cosa del resto naturale, visto che il 2007 era stato il primo anno di trasmissione e che perciò il relativo referendum aveva la funzione di autoscatto dei gusti complessivi di quei 50/60 individui che, a rotazione, hanno costituito e costituiscono il palinsesto della nostra emittente.

E' stato un buon anno, musicalmente parlando, questo 2008, molto ricco di ottimi album anche se privo di autentici capolavori. A ben vedere è l'andamento comune degli ultimi anni, qualità media alta ma scarseggiano le punte. Che il rock abbia già detto tutto quello di importante che poteva dire e che ormai si possa solo definire meglio certi dettagli? Personalmente non sarei così pessimista. Semmai sono mutate le condizioni ambientali, fare musica oggi non produce l'impatto culturale sulle generazioni più giovani che invece scattava negli anni '70. E questo perché la musica in generale e la musica rock in particolare in questi tempi ipermediali detengono un ruolo assai meno centrale che nella seconda metà del XX° secolo. Peccato, però. Perché chi come me, che per età, gusto e competenza quella centralità non l'ha mai rinnegata, si ritrova spesso nello scomodo ruolo del possessore di un sapere sempre più da iniziati. Esagero? Spero. Perché la mia paura è che il rock faccia prima o poi la fine del jazz, regredendo lentamente, anno dopo anno, da musica popolare a musica colta, da espressione reale di una cultura viva a monumento di sé stesso, sempre splendido nelle forme ma in realtà freddo e morto come il marmo.

Ecco, se non ci fosse questo tarlo che mi rode, ci sarebbe da essere più che contenti di questo 2008. Basta scorrere le classifiche dei sei quesiti del referendum: roba buona ce ne è tanta, e di tutti i tipi. Il verdetto parla chiaro, indicando Coldplay e Sigur Ros tra gli internazionali e Baustelle e Jovanotti tra gli italiani come i trionfatori dell'anno. Tra i generi pare leggermente in arretramento l'indie, in forte rilancio il folk e il new romantic, solido e stabile il rock. Tre le parole d'ordine dell'anno: cover, reunion e Europa, quest'ultima sia nella sua accezione strettamente musicale (vedi il folk balcanico e mitteleuropeo rilanciato da artisti come Amanda Palmer, Lonely Drifter Karen o gli stessi Gogol Bordello) che come luogo geografico di nascita di una quota sempre maggiore di artisti internazionali. Incredibile, a proposito, il boom della Scandinavia. Ma vediamo le singole graduatorie.

ALBUM INTERNAZIONALE

1. SIGUR ROS - Meo Suo I Eyrum Vld

2. COLDPLAY - Viva la Vida

3. MOTORPSYCHO - Little Lucid Moments

NICK CAVE - Dig, Lazarus, Dig!




 
5. BECK - Modern Guilt
 
MADRUGADA - Madrugada  

METALLICA - Death Magnetic

PORTISHEAD - Third

REM - Accellerate

10. AC/DC - Black Ice  

AMY MACDONALD - This Is The Life  

NO-MAN
- Schoolyard Ghosts

E' stata una lotta a due, e alla fine l'hanno spuntata i migliori. Tifo di parte, il mio, visto che sono tra coloro che non hanno granchè apprezzato l'ultima uscita dei Coldplay. L'album degli islandesi, invece, è splendido, degno successore del radioheadiano "In Rainbow", vincitore dell'analogo quesito nel 2007. Più levigato e meno impervio dei lavori precedenti (ma già Hvarf/Heim andava in questo senso) fa parte di quelle opere che dispiegano lentamente la loro bellezza agli ascoltatori, passaggio dopo passaggio, ascolto dopo ascolto. Per il resto, sorprende il terzo posto di Nick Cave e il buon piazzamento del brutto album dei Rem mentre forse meritavano qualche voto in più i Madrugada (miei personali numeri uno dell'anno). Tanti, quasi ottanta, i CD che hanno avuto almeno due voti, a conferma dell'ottimo livello medio dell'annata. 
ALBUM ITALIANO

1. BAUSTELLE - Amen

2. JOVANOTTI - Safari

3. FRANCO BATTIATO - Fleurs 2

IVANO FOSSATI - Musica Moderna

5. VINICIO CAPOSSELA - Da Solo

PAOLO CONTE - Psiche

ELIO E LE STORIE TESE - Studentessi


 
8. NEGRITA - Helldorado

9. THE NIRO - The Niro

10. AFTERHOURS - I Milanesi ammazzano il Sabato

PAOLO BENVEGNU' - Le labbra

Condivido in pieno. Amen e Safari sono senz'altro gli album italiani più belli dell'anno, c'è poco da dire. Il disco dei Baustelle è un autentico gioiello e segna la definitiva esplosione di una band che era già apparsa talentuosissima nel precedente "La Malavita". Francesco Bianconi, in particolare, si conferma paroliere di grandissima classe, dotato di uno stile asciutto e assolutamente antiretorico. Ben sei brani di Amen sono stati votati tra le migliori canzoni italiane dell'anno, a dimostrazione ulteriore del valore del lavoro del trio di Montepulciano. Giusto anche il secondo posto di Jovanotti (a proposito, Toscana docet!): Safari è un piccolo capolavoro pop di squisita fattura. La Golden Generation si rifà con le posizioni seguenti (Battiato, Capossela, Conte e Fossati), Elio & C. sono ormai un classico, i Negrita occupano il simbolico trono dello Spaghetti Rock. Il primo nome nuovo è The Niro: mah, poteva andare meglio... Da notare il deludente andamento di De Gregori e di Vasco, due casi, forse, di eccessiva severità. 
BRANO INTERNAZIONALE DELL'ANNO:

1. Viva la Vida - COLDPLAY

2. Chasing Pavements - ADELE

Gobble Digook - SIGUR ROS

4. Dig, Lazarus, Dig! - NICK CAVE

Fix You - OFFSPRING

Love Is Noise - VERVE

Modern Guilt - BECK

Rock ‘n' Roll Train - AC/DC

Supernatural Superserious - REM


 
10. All Nightmare Long - METALLICA

Burden - OPETH

Machine Gun - PORTISHEAD

Mr. Rock ‘n'Roll - AMY MACDONALD

Sex on Fire - KINGS OF LEON

Sweet About Me - GABRIELLA CILMI

The Day That Never Comes - METALLICA

True North - NO-MAN

Until the Day is Gone - REM

Vid Spilum Endelaust - SIGUR ROS

What's On Your Mind - MADRUGADA

White Winter Hymnal - FLEET FOXES

Year Zero - MOTORPSYCHO

Yesterday Tomorrow - TINDERSTICKS

Vittoria netta della title-track di Chris Martin & C. in una categoria tradizionalmente caratterizzata da una grande dispersione di voti. Verdetto che, devo confessare, francamente mi lascia un po' perplesso, visto che l'annata ci aveva regalato delle tracce stupende (una per tutte, True North dei No-Man).. 
BRANO ITALIANO DELL'ANNO

1. A Te - JOVANOTTI

Charlie fa Surf - BAUSTELLE

3. Parco Sempione - ELIO E LE STORIE TESE

4. Baudelaire - BAUSTELLE

Cantare a Memoria - IVANO FOSSATI

Per Combattere l'Acne - LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

7. Alfredo - BAUSTELLE

Alla Mia Età - TIZIANO FERRO

Dicono di Me - CESARE CREMONINI

Il Liberismo ha i giorni contati - BAUSTELLE

Il Quadrato e il Cerchio - PAOLO CONTE

Il Solito Sesso - MAX GAZZE'

In Clandestinità - VINICIO CAPOSSELA

La Piazza - MINISTRI

Novembre - GIUSY FERRERI

Orfani Ora - VINICIO CAPOSSELA

Pop Porno - IL GENIO

Riprendere Berlino - AFTERHOURS

Safari - JOVANOTTI


Rieccoli. Baustelle e Jovanotti finiscono il loro match con un pareggio tutto sommato giusto. La categoria induce gli elettori al rilassamento, per cui non mancano in classifica delle autentiche porcate (Pop Porno su tutte, ma anche "Per Combattere l'Acne" non scherza) per fortuna rimediate anche da cose belle, Fossati in testa. Ma non è stato un grande anno per i singoli italiani, diciamoci la verità.

RIVELAZIONE INTERNAZIONALE DELL'ANNO

1. FLEET FOXES

AMY MACDONALD

 

 

 

 

 
Qui la dispersione dei voti si fa totale, tanto che alla fine solo due nomi raccolgono più di un consenso. Responso comuque intelligente, perché i Fleet Foxes propongono una rivisitazione elegante e intrigante di certe sonorità californiane dei '70 e Amy MacDonald firma un album d'esordio d'altissimo livello.

RIVELAZIONE ITALIANA DELL'ANNO

1. GRANPROGETTO

LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

3. ESTERINA

THE NIRO

5. ENSSLIN

GIUSY FERRERI

NO SOUND


Oggesù. Prima o poi l'asino aveva da cascare... Se il voto ai Granprogetto, formazione toscana nata sulle ceneri della Camera Migliore, è comprensibile perché la band è effettivamente molto promettente, quello alle Luci della Centrale Elettrica è roba da campo di rieducazione, possibilmente da effettuarsi presso una ridente località siberiana. Meglio stendere un velo (macchè un velo, un pesante coltrone...) pietoso e concentrarsi sul terzo posto degli Esterina, questa sì una gran bella band.

Marco Monzali