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Intervista a NATHALIE

 

Vivo sospesa

Intervista a Nathalie

 

In Italia la situazione dell’industria musicale è così disperata che anche artisti di buon livello e con centinaia di esibizioni sui palchi di tutto il paese, sono costretti a ricorrere alla vetrina televisiva per riuscire a vivere della loro musica. Questo è sicuramente il caso di Nathalie, una delle più belle voci del panorama pop della nostra penisola, che è stata intervistata dalla nostra Irene Rossi durante una pausa del soundcheck dei TRL Awards di Firenze.

 

Ciao Nathalie, so che tu non ti senti molto legata al mondo musicale che passa per la televisione, è così?

Perché no? Dipende da come si vive la cosa. Credo che la cosa fondamentale sia l'onestà, e quindi, in questo caso, l'onesta musicale, il saper esprimere se stessi, indipendentemente dalla situazione in cui uno si esibisce.




 
 

Come vivi quindi questo evento televisivo, il TRL awards, che ti vedrà sul palco davanti ad un pubblico giovanissimo e sicuramente molto “pop”?

Intanto ho la possibilità di esibirmi davanti un pubblico molto numeroso che è una cosa che ti dà sempre una grande energia, una forte emozione. E poi lo prendo come un occasione per farmi ascoltare, perché no, anche da qualcuno che potrebbe conoscermi meno. Quindi ne sono contenta.


Nel tuo album oltre che l'italiano e l'inglese c'è un brano in francese “Mantenau Noir”. Il francese è la tua prima lingua?

Sì, insieme all'italiano, perché mia madre è belga.


Sei appassionata e ispirata anche dalla musica francese?

In parte sì, più che altro “francofona”; quando ero piccola a casa grazie a papà (appassionato di musica, nato in Tunisia e parlante francese ndr) ascoltavamo molto gli chansonnier francesi come Brassens, e altri. Però è musica d'altri tempi, del panorama attuale non conosco molto. Però mi viene in mente Camille (cantautrie francese e cantante dei Nouvelle Vague ndr): è davvero geniale.


Allora lo prendiamo come consiglio radiofonico!


  Irene Rossi