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JIMI HENDRIX : Un chitarrista al Winterland

 

Bella ed importante la storia del Winterland di San Francisco. Dopo l’estate del 1967 (la “Summer Of Love”) ed il circo mediatico che concentrò le sue attenzioni sull’acid rock californiano e sul quartiere di Haight – Asbury, i due templi riconosciuti della musica psichedelica divennero improvvisamente angusti. Sia l’Avalon Ballroom sulla Van Ness Avenue, sia il Fillmore Auditorium (poi ribattezzato Fillmore West per non creare confusione con il gemello newyorkese) situato tra il quartiere di Japantown ed il ghetto nero di Fillmore potevano infatti contenere al massimo 1.500 persone. Ecco perché l’impresario Bill Graham (il proprietario dei due Fillmore) aprì il Winterland: una sala da concerto con 5.000 posti e con un’ottima acustica. Il Winterland rimase aperto fino al 1 gennaio 1979, giorno in cui venne pensionato con un incredibile esibizione live dei Grateful Dead (cfr. cofanetto The Closing Of Winterland).

Nel 1968 il Winterland ospitò anche una serie di concerti da tutto esaurito per la Jimi Hendrix Experience. L’incontro tra il più grande locale rock dell’epoca ed il peso massimo della chitarra elettrica fece effettivamente scintille. Gli Experience erano un gruppo già dilaniato dalle polemiche tra il leader ed il bassista Noel Redding, che di lì a poco avrebbero portato ai problemi di incomunicabilità ed allo scioglimento del complesso.


La carriera del mancino di Seattle può essere scandita da una serie di concerti entrati nella mitologia del rock n’roll:


Café Wha?, New York City, 1966 – la rilevazione al piccolo mondo dei musicisti;

Monterey Pop Festival, 1967 – la rilevazione al grande mondo degli ascoltatori di musica pop;

Winterland, San Francisco, 1968 – la consacrazione di un mito;

Atlanta Pop Festival, 1969 – il pericolo della rivoluzione;

Woodstock Music & Art Festival, 1969 – la dissoluzione degli Experience;

Fillmore East, New York City, 1970 – l’effimera gloria degli zingari;

Isle Of Wight, 1970 – l’ultimo concerto.


Di questi concerti solo il secondo ed il terzo ci presentano Hendrix con la versione originale degli Experience (come noto, l’esibizione di Atlanta venne interrotta dopo qualche minuto, a causa della guerriglia scatenatasi tra pubblico e polizia). Monterey è stato varie volte giustamente celebrato, ma è un concerto molto breve: un fulminante viaggio nell’ultra – rock.


I tre concerti del Winterland sono quelli che rendono pienamente giustizia allo stile con tre strumenti solisti della versione originale degli Experience ed erano stati fino ad oggi pubblicati solo nel doppio vinile del 1987 (Live At Winterland, Rykodisc); alla fine di agosto è invece uscito un cofanetto quadruplo che li ripropone nella loro interezza.


Ovviamente ci sono molte canzoni che si ripetono tra un giorno e l’altro, ma a noi piace pensare ad un’unica lunghissima esibizione che si compone delle seguenti “milestones”: Tax Free / Lover Man / The Sunshine Of Your Love (cover strumentale del classico dei Cream) / Hear My Train A Comin’ / The Killing Floor (dal repertorio di Howlin’ Wolf) / Foxy Lady / Hey Joe / The Star Spangled Banner / Purple Haze / Fire / Wild Thing (dal repertorio dei Troggs) / Like A Rolling Stone (dal repertorio di Bob Dylan, riproposta in versioni chilometriche) / Are You Experienced? / Red House / Manic Depression / Little Wing / Spanish Castle Magic / Voodoo Chile (Slight Return).


Da leccarsi i baffi.


 Lorenzo Allori