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La "misteriosa " morte di Jim Morrison

 

"I'm the Lizard King, I can do Anything"

Quarant'anni dalla misteriosa morte di Jim Morrison

 

Sono passati quaranta lunghi anni dal tragico epilogo della parabola ascendente dei Doors, e solo sei di più dalla loro formazione. Certo lo scioglimento ufficiale sarebbe arrivato solo due anni dopo, nel 1973, ma la fine, quella vera, è datata 3 luglio 1971, quando Jim Morrison, che da poco aveva deciso di dare una svolta alla sua vita trasferendosi a Parigi con la sua adorata Pam (Pamela Courson), viene trovato morto nella vasca da bagno della sua casa di Rue de Beautreillis, in seguito a un non ben definito arresto cardiaco.

Dai qui in poi i contorni della storia si fanno sfuocati e allucinati: il “Re Lucertola”, che con i suoi compagni di viaggio aveva oltraggiato, sconvolto e affascinato l’America a ritmo di blues e psichedelia, è morto davvero? Sarà la maledizione della “J” (o dei “27 anni”, come preferite) che nel giro di pochi mesi ha mietuto vittime illustri come Robert Johnson, Janis Joplin, Brian Jones e Jimi Hendrix? Che ci sia da temere anche per la vita di Mick Jagger? A lasciare i più perplessi sono la mancanza di una causa ufficiale del decesso, di un’autopsia, versioni a quanto sembra contrastanti rilasciate alla polizia da conoscenti e amici e chi più ne ha più ne metta. La causa più probabile, e in linea con i tempi e le mode del momento, è un’overdose di eroina che abbia causato un arresto cardiaco.

O forse si tratta solo di una grande farsa per una veloce uscita di scena? I dubbi si sono rincorsi per quattro decadi alimentando leggende metropolitane e strampalate teorie. C’è anche chi sostiene, come Jaques Rochard, grafico francese e autore del libro Vivo!, di aver amabilmente chiacchierato con Morrison nel 1980, e che questi gli abbia rivelato che la sua inscenata dipartita altro non sia stato che un modo di sfuggire alla fama per dedicarsi esclusivamente alla poesia. Del resto, anche l’ex Doors Ray Manzarek, in una recente intervista ha ricordato come in vita Jim avesse spesso fantasticato sul fatto di inscenare la propria morte per trasferirsi poi a vivere in un paradiso tropicale. Secondo altre fonti invece Jim Morrison sarebbe morto al Rock'N'Roll Circus, basandosi sulle dichiarazioni di Sam Barrett, amico del leader dei Doors, sarebbe morto nei bagni del locale parigino, solo in un secondo tempo sarebbe stato portato nel suo appartamento per depistare i sospetti. Perché nella vasca da bagno? Forse per tenerlo sveglio in attesa di soccorsi?

Ci sono poi i sostenitori accaniti della teoria del complotto secondo cui tutte le morti sospette del rock sono da imputarsi a CIA e FBI…

Quello che è certo è che ancora oggi la sua tomba al cimitero parigino di Père Lachaise è meta di pellegrinaggi da parte di migliaia di fans e semplici curiosi, che sono addirittura arrivati a rubare il busto in pietra di Morrison che sovrastava la lapide.

Quel 3 luglio di quaranta anni fa moriva Jim Morrison nella sua veste mortale, per rinascere nel mito immortale di un giovane ventisettenne che con le sue parole e la sua vista sregolata in barba al perbenismo dominante è diventato una delle icone intramontabili del ‘900. Cosa ci resta? Sei album in cui intravedere il Jim Morrison uomo che cerca di spalancare “le porte della percezione” per assurgere a un livello superiore. O semplicemente, senza troppi fronzoli e panegirici, sei album di ottimo rock!

E durante ll tour mondiale per celebrare il quarantennale della morte di Morrison, in cui Robby Krieger e Ray Manzarek si sono riuniti sotto il nome di Doors, non avete per caso visto uno strano personaggio, un uomo di una certa età con capellino e occhiali da sole aggirarsi sotto il palco ridendo sotto i baffi?

 Francesca Ferrari