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Massive Attack - Discografia

I Massive Attack si formano a Bristol (UK) nel 1988 intorno ad un collettivo che si interessa di hip hop, elettronica, dub giamaicano e graffiti. La prima formazione della band vede operativi i deejay Grant "Daddy G" Marshall e il rapper Robert "3D" Del Naja. A loro ben presto si uniscono Andy "Mushroom" Vowles e Adrian "Tricky" Thaws.

Il processo che vede formarsi quell'unione inimitabile di stile che viene definita comunemente "trip hop" e lungo e di non facile definizione. Di certo la scena musicale di Bristol è la migliore incubatrice possibile per un sound destinato a conquistare le classifiche di mezzo mondo. Blue Lines (1991 - *****) è il capolavoro della band, perché definisce le coordinate musicali del trip hop (più trip che hop). I riferimenti alla cultura delle droghe allucinogene sono sempre presenti, mentre il trio (Tricky decide per una saltuaria collaborazione esterna, preferendo sempre la sua fortunata carriera solista) si fa notare grazie al successo dei singoli Daydreaming, Hymn Of The Big Wheel e (soprattutto) Unfinished Sympathy. Il Trip Hop ha veramente tutto per essere apprezzato anche dal pubblico del rock, già abituato all'elettronica per via delle recenti frequentazioni "manchesteriane". Safe From Harm e One Love sono gli altri pezzi forti di un debutto davvero sensazionale.

L'incontro con la voce conturbante di Tracey Thorn (Everything But The Girl) ed un ritorno verso atmosfere più decisamente orientate verso l'hip hop, rendono Protection (1994 - ****) il disco più "classico" del trio bristoliano. I Massive Attack si divertono a campionare Sly & The Family Stone come nella migliore tradizione hip hop (Sly), mentre i rocker kids di tutto il mondo non si vergognano ad ascoltare la lunga e malinconica title track o a ballare in discoteca la bradicardica Karmacoma. L'album verrà remixato in senso più dance dal Dj Mad Professor con il titolo di No Protection.

Quando anche Tricky, i Portishead e Goldie sono divenuti familiari a milioni di appassionati esce il minaccioso Mezzanine (1998 - ****). Il disco, inutile dirlo, fa il botto. Il singolo Teardrop (con la voce dolcissima dell'icona new wave Elizabeth Frazier dei Cocteau Twins) è uno dei più visti dell'anno, mentre Inertia Creeps viene utilizzata nello spot di una famosa casa automobilistica.
 

Ci sono però ben altri tre singoli di successo (Angel, Risingson, Man Next Door) ed un'aria electro pop che aprirà le porte al decennio successivo. Mezzanine è il classico esempio di come si possa fare musica elettronica di qualità pur vendendo milioni e milioni di copie.

Il successo di massa non fa propriamente bene ai Massive Attack. Daddy G sbatte la porta e se ne va poco dopo l'uscita di Mezzanine, mentre Mushroom si rifiuta di partecipare al successivo progetto. 100th Window (2003 - ***1/2) esce a nome Massive Attack, ma in effetti è più un album solista di 3D, che un lavoro di una band. Del Naja pilota il marchio Massive Attack verso una dimensione più meditata e con addirittura dei tratti ambient. I pezzi forti sono What Your Soul Sings ed A Prayer For England (entrambi con la voce di Sinead O'Connor), ma l'impressione è di una generale involuzione rispetto ai primi tre leggendari titoli. I singoli Special Cases e Butterfly Caught non raggiungono le posizioni di classifica che era lecito attendersi.

Con il ritorno di Mushroom, i Massive Attack tornano ad essere un vero gruppo e si lanciano in una serie di remix, colonne sonore di documentari e progetti minori. Solo nel 2010 esce l'atteso ritorno. Heligoland (***) gode di una notevole parata di ospiti, tra i quali Damon Albarn (Blur, Gorillaz) ed Hope Sandoval (Mazzy Star). L'album risente però di una chiara stagnazione di idee (infatti è paradossalmente più interessante il suo remix curato dal dj Burial). Sitting The Atom, Paradise Circus e Pray For Rain non sono niente più che gradevoli diversivi.

 
Live At Royal Albert Hall (2015 - ****) e Live In Belgium (2015 - ***1/2) testimoniano due concerti del miglior momento della band (ancora in trio per il tour europeo a supporto di Mezzanine). Si lascia preferire di pochissimo il primo titolo, se non altro per una maggiore ed azzeccata propensione verso ritmiche dub ed hip hop culture.

Non mancano comunque le svisate di chitarra elettrica rock, come nel caso dello splendido trittico Angel / Risingson / Man Next Door.

 
 Lorenzo Allori