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PRIMUS – Discografia

La storia dei Primus ha uno svolgimento tormentato e con poca fortuna negli anni '80. Il gruppo vorrebbe porsi come erede del trio post hardcore dei Minutemen, ma il leader della band, il bassista e cantante Les Claypool, può vantare una tecnica molto particolare ed ascrive a proprie influenze principali gente come Tony Levin, Flea, Larry Graham Jr. e Frank Zappa.

La formazione dei Primus che incide il primo album comprende, oltre a Claypool, Larry LaLonde (chitarra) e Tim Alexander (batteria).

Frizzle Fry (1990 - ***1/2) fissa immediatamente le coordinate musicali di questo atipico trio. Le evoluzioni del basso gommoso di Claypool sono già peculiari e vengono sostenute dalla batteria squadrata e potente di Alexander e dei riff "circolari" di LaLonde. Chiude il menù quella che diventerà un marchio di fabbrica dei Primus: la strana voce nasale del leader, spesso più propensa alla declamazione che al canto ortodosso. L'album passa sotto silenzio, anche se John The Fisherman e soprattutto Too Many Puppies sono due autentici gioielli.

Dopo anni di gavetta il suono dei Primus è già talmente formato da consentire un cambio di passo eccezionale.

Sailing The Seas Of Cheese (1991 - ****) è quanto di più "progressivo" sia mai uscito dalla scena alternative rock americana. I Primus vengono inseriti nel calderone crossover, ma se ne distaccano decisamente per tecnica ed atteggiamento (Fish On è addirittura una folle suite che sfiora gli otto minuti). In questo, che può essere considerato il disco più "classico" dei Primus, sono presenti due pezzi cardine della loro carriera: Tommy The Cat e Jerry Was A Race Car Driver.

 

Dopo un discreto ep di cover, in cui i Primus mostrano tutte le loro variegate influenze (Miscellaneous Debris - 1992 - ***), reintepretando canzoni di Peter Gabriel, dei Pink Floyd, ma anche dei Residents, arriva il momento del grande successo di pubblico. Pork Soda (1993 - ***1/2) rende infatti famose in tutto il mondo le tipiche evoluzioni saltellanti del trio. Claypool è ormai un bassista noto ed imitato in tutto il mondo e qualcuno arriva addirittura a paragonarlo ai mostri sacri della fusion, come Stanley Clarke o Jaco Pastorius. Qui i singoli di successo si chiamano Mr. Krinkle e My Name Is Mud; resta però il fatto che l'effetto sorpresa ormai riguarda soltanto i neofiti.

Dopo il grande successo, iniziano i primi problemi. Tales From The Punchbowl (1995 - ***) è sicuramente ben fatto, ma sembra un album inciso da degli imitatori dei Primus, che tendono a sottolineare più del dovuto le caratteristiche tipiche della ricetta sonora della band. La voce di Claypool è qui ancora più petulante del solito, degna di un cartone animato più che di una persona in carne ed ossa; mentre le composizioni diventano meno istintive e più lavorate. Nonostante il gruppo perda di immediatezza, riesce comunque ad assestare qualche zampata delle sue (Professor Nutbutter's House Of Treats, Mrs. Blaileen, Wynona's Big Brown Beaver, Year Of The Parrot, De Anza Jig).

Lo spostamento della musica del trio verso il prog viene ancora più evidenziata con l'avvicendamento dietro alle pelli che avviene nel corso del 1996. In quell'anno infatti il più tecnico Brian Mantia subentra al posto del roccioso Tim Alexander. Brown Album (1997 - **1/2) è il risultato di questa evoluzione, che non viene capita né dai fans di vecchia data, né dalla critica, che invece aveva sempre sostenuto in passato le scelte di Claypool e soci, riconoscendone il valore della ricerca artistica. Ironia della sorte, il primo singolo estratto da questo album, intitolato Shake Hands With Beef, è una delle canzoni più convincenti di tutta la loro carriera.

Esce soltanto per il mercato giapponese il secondo ep formato esclusivamente da cover e rarità. Rhinoplasty (1998 - **1/2) è il segnale che si sta iniziando a raschiare il fondo del barile, anche se piace e parecchio la scelta delle cover: non proprio i brani più famosi degli artisti omaggiati (peraltro con un'impressionante varietà, che va dai Metallica agli XTC).

La prevalenza del freddo tecnicismo è ancora più evidente nell'ostico Antipop (1999 - **), un album che vede i Primus allontanarsi definitivamente dal pubblico che li aveva seguiti con tanta passione. Nonostante la presenza di moltissimi ospiti (James Hetfield dei Metallica, Tom Morello dei Rage Against The Machine, Tom Waits, Stewart Copeland dei Police, tra gli altri), il disco viene stroncato sia dalla critica, sia dal pubblico. E' il punto pià basso della carriera, che porterà al provvisorio scioglimento del trio.

Nel 2003 il gruppo si riforma dopo la prima parte della carriera solista di Claypool, impegnato con la sua Frog Brigade a mischiare prog, psichedelia e funk. Ritorna peraltro in formazione originale, con nuovamente la presenza di Tim Alexander alla batteria. Il primo passo è l'album Animals Should Not Try To Act Like People (2003 - ***), una strana compilation con cinque inediti (piuttosto bruttini) e diversi brani dal vivo. Il confronto tra il nuovo materiale ed i classici della band risulta per il momento impietoso.

Passano ulteriori otto anni perché esca un nuovo disco sulla lunga distanza. Green Naugahyde (2011 - ***1/2) è un vero e proprio ritorno alla vita, con i Primus che non eccedono nello sfoggio di tecnica fine a se stesso, ma anzi scoprono una quasi dimenticata vena psichedelica. Last Salmon Man è una canzone quasi al livello del migliore repertorio del trio.

 
Soltanto Les Claypool ed i suoi potevano portare a termine un progetto come The Chocolate Factory (2014 - ***1/2). Si tratta della loro rivisitazione della colonna sonora di un famoso film per bambini (Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato). Ne esce fuori un gruppo rinfrancato, molto psichedelico, quasi ipnotico e meno ossessionato dalla pulizia tecnica. 

Candy Man, Golden Ticket e Pure Imagination sono poi anche delle belle marcette guidate dal basso senza paragoni di Les; molto orecchiabili, anche se il disco mantiene quasi sempre un profilo orchestrale / rumorista / sperimentale.

  Lorenzo Allori