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Radiogas Reload N. 1

 

Radiogas vi propone alcuni album da rivalutare

(e da riascoltare con attenzione) usciti negli scorsi decenni.

 

 Clap Your Hands Say Yeah!

Clap Your Hands Say Yeah

  

Anno di pubblicazione: 2005

Provenienza: USA

Genere: indie rock, new wave

Voto: ***1/2

 

Brano migliore: Details Of The War

 

Commento: uno degli album che hanno segnato in bene lo scorso decennio. I Clap Your Hands Say Yeah! provengono da New York City e sono intenzionati a riscrivere la storia del rock con la testa ben indirizzata all’inizio degli anni ’80. Il singolo The Skin Of My Yellow Country Teeth, dopo un impressionante tam tam su internet, diventa una delle canzoni più conosciute nei college americani. Il gruppo poi non saprà mantenere fino in fondo le promesse, anche se la critica li ha eccessivamente maltrattati.

 

Assomiglia a: Talking Heads, B’52, R.E.M.

 

Dove ascoltarlo: in un loft a Soho, New York City, l’aria è irrespirabile per le sigarette al mentolo, per fortuna ci sono i Clap Your Hands Say Yeah!

 

Aztec Camera & Riuchy Sakamoto  Dreamland

  

Anno di pubblicazione: 1995

Provenienza: Gran Bretagna Giappone

Genere:elettronica, brit-pop

Voto: ***


Brano migliore: Let Your Love Decide

 

Commento: Cosa succede quando un rocker in crisi di mezza età incontra un kamikaze dell’elettronica? Roddy Frame decide inaspettatamente di abbassare il volume delle chitarre e di farsi accompagnare dalla soffice ambient di Sakamoto. Album dall’eleganza formale infinita, capace però di toccare il cuore con Let Your Love Decide: semplicemente una delle canzoni di amore più belle del decennio. Da ricordare anche Spanish Horses e Pianos And Clocks.

 


Assomiglia a: David Sylvian.

 

Dove ascoltarlo: sul lettino del massaggiatore, estraniandosi dai problemi di tutti i giorni

 

Slint – Tweez

  

Anno di pubblicazione: 1989

Provenienza: USA

Genere: post rock, hardcore punk

Voto: ****


Brano migliore: Darlene

 

Commento: Oscurato dal successore, il capolavoro assoluto Spiderland, Tweez merita la palma di primo album post rock della storia (chissà se i NoMeansNo sono d’accordo). Un vero peccato che gli intrecci affascinanti di chitarre di questo disco siano stati completamente ignorati dal grande pubblico. Di sicuro l’ascolto ci rafforza nella convinzione che gli Slint siano stati una delle band migliori della storia. Purtroppo dopo soli due anni la loro avventura era già arrivata al capolinea ed il gruppo scomposto in decine di rivoli.

 

Assomiglia a: Fugazi, Tortoise

 

Dove ascoltarlo: nella vecchia berlina raffigurata in copertina.

 

 

Blues Traveler – Live From The Fall

  

Anno di pubblicazione: 1997

Provenienza: USA

Genere: blues, jam band

Voto: ****


Brano migliore: Regarding Steven

 

Commento: Un’armonica talmente totale da sembrare un’intera orchestra. Una creatività debordante, catturata prima dei problemi di alcol di diversi componenti del gruppo e dell’inevitabile calo di ispirazione. Uno degli album dal vivo più sottovalutati della storia. Nel loro primo (e migliore) live doppio, i Blues Traveler, pur ancora senza tastiere, avevano un suono già maturo e pieno. Belle e inaspettate le cover di Imagine di John Lennon e di Loser di Beck.

 

Assomiglia a: Bloomfield & Kooper

 

Dove ascoltarlo: con gli amici di sempre, cercando di contare i cambi di tempo.

 

 Fred Neil – Fred Neil
  

Anno di pubblicazione: 1967

Provenienza: USA

Genere: folk

Voto: *****


Brano migliore: I’ve Got A Secret (Didn’t We Shake Sugaree)

 

 

Commento: Leggendo Chronicles Vol. I di Bob Dylan traspare la grandezza della figura di Fred Neil. Il cantautore di New York fece in tempo a fare solo una manciata di album prima di un prematuro oblio. Fred Neil è senz’altro il più ispirato. Qui si possono trovare due canzoni immortali come The Dolphins e Everybody’s Talkin’ e molte altre. La profonda voce baritonale e certe svisate in salsa jazz hanno profondamente influenzato un certo Tim Buckley. Uno degli album più belli di tutto il folk americano. Siete avvisati.

 

Assomiglia a: Tim Buckley, Tim Hardin

 

Dove ascoltarlo: giocando a scacchi a Washington Square insieme agli spacciatori russi e polacchi.

 

  Lorenzo Allori