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CARLITO'S WAY

di Brian De Palma (USA, 1993)
con Sean Penn, Al Pacino, Penelope Ann Miller, Viggo Mortensen



Carlito Brigante non è più quello di una volta, la leggenda che aleggia intorno al suo personaggio gli pesa addosso come un macigno, vorrebbe che nessuno lo ricordasse per quello che era, uno spacciatore con un codice etico di ferro, e che lo lasciassero partire per i Caraibi.
Brigante vuol smettere di essere quello che è ma quando si ha un codice di condotta morale, seppur malato e perverso come quello dei malavitosi, lo si deve seguire e, se a finire nei guai è una persona che ti ha fatto uscire dal carcere, i fatti si complicano notevolmente.




De Palma torna dopo dieci anni a dirigere Al Pacino, nei panni di Carlos Brigante che, come Tony Montana di "Scarface", è un delinquente legato al mondo della droga; tuttavia esistono delle profonde differenze tra i due, Montana è uno scagnozzo cubano che si fa strada a forza di sparare fino ad arrivare al vertice della piramide e poi precipitare, negli occhi ha la fame, la voglia di distruggere e l'odio di chi ha sofferto, mentre Carlito, negli occhi ha solo la paura di colui che sa che le possibilità di cambiare vita sono quasi inesistenti.

 

 
 


De Palma torna dopo dieci anni a dirigere Al Pacino, nei panni di Carlos Brigante che, come Tony Montana di "Scarface", è un delinquente legato al mondo della droga; tuttavia esistono delle profonde differenze tra i due, Montana è uno scagnozzo cubano che si fa strada a forza di sparare fino ad arrivare al vertice della piramide e poi precipitare, negli occhi ha la fame, la voglia di distruggere e l'odio di chi ha sofferto, mentre Carlito, negli occhi ha solo la paura di colui che sa che le possibilità di cambiare vita sono quasi inesistenti.

Affianca Al Pacino uno Sean Penn ispirato, nei panni dell'avvocato tossicodipendente di Brigante; Penn si è tanto immedesimato nella figura del legale compromesso con gli ambienti della malavita da mutare notevolmente anche nel fisico al fine di rendere ancor più convincente l'interpretazione.

Brian De Palma, autore dalla filmografia sconfinata, ha firmato con questa pellicola del 1993 uno dei suoi lavori di maggior pregio anche grazie alla sceneggiatura credibile ed allo stesso tempo fortemente cinematografica di David Koepp. L'aria che si respira gustando "Carlito's Way" è quella dei grandi film americani sulla mafia o sulla malavita in genere, sono talmente emozionanti e completi che lo spettatore finisce per affezionarsi a personaggi che nella vita reale detesterebbe.

De Palma, Francis Ford Coppola e Martin Scorsese hanno fatto affezionare le guardie ai ladri, e il cinema, emulo della ben più esperta letteratura, facendosi beffe del nostro ben pensare, si prende la libertà di farci amare ciò che ci infastidisce.

L'inviato Morellik