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LA BELLEZZA DEL SOMARO Sergio Castellitto

 

Regia  Sergio Castellitto

Anno  2010

Nazione  Italia

Durata  107 minuti

Nonostante la critica lo abbia stroncato annoverandolo tra i cine-panettoni 2010, è doveroso spezzare una lancia a favore di questa prima opera "comica", riuscita senza infamia e senza lode, di "Castellitto & Co" .

Scritto dall'ormai "moglie di lunga data"dello stesso regista, Margaret Mazzantini, il film narra in modo leggero, oseremo dire "all'italiana", i contrasti, le incomprensioni di due generazioni a confronto: argomento banalissimo, qui reso facilmente digeribile dalla bravura degli attori, nessuno escluso.

Di sottofondo ad una tragicomicità magistralmente interpretata da una "sempreverde" Laura Morante e da un inconsueto Castellitto simpatico e marpione, il film procede a passi lunghi e ben distesi; madri troppo prese a sentirsi donne, padri vittime di qualche sedere di troppo e figli abili manovratori dei loro stessi genitori.

Rosa, (il nome non a caso rimanda a ideali ormai in disuso, vedi Rosa Luxemburg) figlia modello, urlatrice provetta che si innamora di un vecchio, il "Capo Apache" di cui parla Castellitto (Enzo Jannacci), distruggendo gli equilibri precari di una famiglia-tipo dei giorni nostri: lei, psicologa di professione tanto intenta a curare con meticolosità francescana i problemi dei suoi pazienti quanto incapace di risolversi i propri (è un must); lui, architetto ormai collaudato che sfugge alla sua età anagrafica per fare il giovane a tutti i costi, tralasciando la sua figura di padre e marito.

A voler metterla su un piano sociologico il film è una critica "politicamente corretta" alla società di oggi, "Non ci sono più i Maestri di una volta ma solo esperti di settore" afferma Jannacci in uno dei suoi momenti marzulliani, nessuno ricopre più un ruolo ben definito, la società ha plasmato la psiche umana a sua immagine e somiglianza, i genitori cercano di sfuggire al passato che li rappresenta emulando i figli, espressione di un futuro che progredisce a ritmo incalzante; gli ideali di un tempo sfuggono ai figli così come agli stessi genitori, questi ultimi ormai assuefatti dall'assecondare sempre e comunque i voleri del figlio "Futurista".

Malgrado tutte le critiche piovute addosso a Castellitto tacciato di "semplicismo alla Neri Parenti" il film, pur essendo un digestivo a fine pasto, risulta essere a tratti divertente (salvo i repentini urli a voler evidenziare la mancanza di dialogo familiare e l'abuso di musiche che rimandano a spot pubblicitari già visti); è certo che l'uscita del film proprio nel periodo natalizio forse ce l'ha reso più piacevole, a smorzare le troppe calorie ingurgitate avidamente sulle tavole imbandite!

 Chiara Boriosi