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LA DONNA CHE CANTA Denis Villeneuve

Regia : Denis Villeneuve

Anno : 2010

Nazione : Canada

Durata : 130 minuti

 
 

Trovare una definizione adatta a descrivere al meglio questo film non nego essere stata impresa ardua..l'unica in grado di riassumere in toto la sua importanza sociologica è CAPOLAVORO.

"Pacatamente, Serenamente" (a voler rimembrare il quasi scomparso dalle tv nazionali Maurizio Crozza) il film si interroga e ci interroga sul significato di convivenza: dietro una storia che sembra essere la storia di molti al giorno d'oggi, si cela una documentazione quanto mai approfondita sulla disperazione di popoli distrutti da continue ed interminabili guerre civili (la guerra in questione è quella fra cristiani e musulmani nel Libano dei primi anni '80). La situazione che qui ci viene presentata non differisce dalle condizioni politico-sociali che tuttora vivono migliaia di persone in molti paesi dell'Africa (in Liberia si è ricominciato a sperare dopo 14 anni di guerra civile), dell'America Latina, delle Filippine.

Due gemelli ormai adulti, simbolo per antonomasia dell'unione, ripercorrono la loro infanzia quanto mai frammentata, scoprendo verità fino ad allora sconosciute (un padre ed un fratello a loro ignoti), cercando di seguire le molliche di pane lasciate loro da un passato lontano che li invita a seguirlo. Il viaggio che intraprenderanno è un tentativo quanto mai riuscito di presa di coscienza, sarà lungo, doloroso , "scoppiettante" come il rumore assordante delle granate. L'intolleranza è l'arma peggiore, alimenta i conflitti, alimenta la rabbia, distrugge situazioni di vita già di per se stesse precarie (a voler evidenziare il divario con il ricco e "pacifico"occidente); laddove questa marca il cartellino ci sarà sempre distruzione, dispersione, disperazione.

"La donna che canta" dimostra essere un importante monito per tutti, nessun escluso, a volerci ricordare che, come diceva il buon vecchio Hemingway "Non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te"

  Chiara Boriosi