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Dave Matthews Band

 
 

Padova - Palasport San Lazzaro 25 Febbraio 2010

Dopo che a luglio avevo avuto il privilegio di vedere due concerti della Dave Matthews Band (4 luglio al Montreux Jazz Festival e 5 luglio al Lucca Summer Festival), non ho perso l'occasione per rivederli nuovamente dal vivo a Padova.

Il concerto di Lucca di quest'estate è stato straordinario, sia per durata (3h 25' - mi ricordo nella mia carriera di spettatore solo Bruce Springsteen o i Cure su questi minutaggi) che per qualità. La DMB ha deciso di omaggiarlo con uno splendido box cartonato chiamato Europe 2009, definendolo il più bel concerto della propria carriera. Vi è dunque grande attesa nei fans per vedere se la band ha escogitato nuove improvvisazioni e se sono stati recuperati nuovi brani storici o cover in scaletta. A tanta attesa purtroppo non ha fatto seguito uguale calore, perché il pubblico di Padova è sembrato molto competente (con tanto di applausi a scena aperta in alcuni passaggi strumentali piuttosto complicati), ma forse un po' freddo e poco predisposto al puro divertimento.

I punti più memorabili del concerto sono stati l'esecuzione dell'ormai consueta jam che unisce tre dei brani più noti della prima parte di carriera (So Much To Say, Too Much! e Ants Marching) e il ripescaggio di due brani del primo album mai distribuito ufficialmente in Europa (Remember Two Things, uscito nell'ormai lontano 1992). Proprio l'esecuzione tra le prime quattro canzoni di One Sweet World e Seek Up ha fatto pregustare un concerto pieno di "chicche" e di brani ripescati da chissà dove, invece poi il concerto si è snodato per 2h e 50' privilegiando le canzoni del pur ottimo ultimo disco Big Whiskey & The Groogrux King. Come al solito indovinate le cover prescelte: la ormai classica All Along The Watchtower di Bob Dylan e Sledgehammer di Peter Gabriel.

Se proprio si vuole cercare dei lati negativi nella performance del gruppo si deve citare la non corretta esecuzione dell'assolo di violino in Seek Up da parte di un altrove inappuntabile Boyd Tinsley. In quel frangente Tinsley è partito convinto con una chilometrica improvvisazione, ma purtroppo ha collezionato almeno tre "stecche" davanti ad un divertito Matthews. Anche questo è il bello della diretta delle jam band.

Questa band, se rimarrà unita con questa formazione stellare, è destinata a fare faville per molti anni ancora e si nota ormai la divisione sul palco del gruppo in tre sezioni ben definite: la "sezione ritmica" (Carter Beauford alla batteria e Stefan Lessard al basso) è semplicemente la migliore del mondo e fornisce un tappeto ritmico sempre fantasioso e cangiante; la "sezione fiati" (Rashawn Ross alla tromba e Jeff Coffin ai sax soprano, tenore e baritono) è sempre presente nei suoi contrappunti e presenta un Coffin che (giuro che non sto esagerando!) è probabilmente uno dei migliori solisti del pianeta non avendo niente da invidiare a più celebrati jazzisti, in particolare nell'uso del soprano; infine la "sezione corde" (Boyd Tinsley al violino e Tim Reynolds alla chitarra elettrica) fornisce ottimi assoli, ma soprattutto convince nel "colorare" di atmosfere suggestive le canzoni. Su tutti troneggia il leader Dave Matthews, istrionico quanto basta, chitarrista ritmico semplicemente incredibile e dotato di una voce poderosa capace di toccare la cavernosità di Tom Waits e i toni acuti di Sting.

 

Scaletta

 

  • One Sweet World
  • Satellite
  • Spaceman
  • Seek Up
  • Funny The Way It Is
  • Seven
  • Don't Drink The Water
  • So Damn Lucky
  • Why I Am
  • Lying In The Hands Of God
  • When The World Ends
  • So Much To Say>
  • Anyone Seen The Bridge?>
  • Too Much!>
  • Ants Marching
  • You & Me
  • All Along The Watchtower

 

Bis I

  • Blue World
  • Sledgehammer
  • Shake Me Like A Monkey

 

Bis II

  • Two Step
 

 

 

 Lorenzo Allori