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Sergio Cammariere @ Politeama Pratese 13 Marzo 2010

 

 Sergio Cammariere rappresenta, ormai da qualche anno, una delle poche note liete di un panorama cantautorale nazionale sempre più stanco e invecchiato. Verrebbe quasi da definirlo come l'ultimo dei grandi cantautori italiani, una specie di frutto tardivo di una generazione di straordinari talenti che ha illuminato la scena musicale italiana degli ultimi 40 anni e oltre. Una solida preparazione jazzistica, una voce che ricorda a volte quella di Gino Paoli (e Sergio in un vecchio brano ci ha anche ironizzato sopra), una ottima capacità compositiva fanno di Cammariere uno dei migliori cantautori "di pianoforte" del Bel Paese. L'ultimo album, "Carovane", tra l'altro ben venduto, aveva mostrato un evoluzione del musicista calabrese verso sonorità più complesse e articolate, evoluzione che il bel concerto di venerdì al Politeama Pratese ha confermato. Un concerto sorprendemente ricco, in cui Cammariere, ben accompagnato da una nutrita band di otto elementi (menzione speciale per il violinista), ha dato il meglio di sé, smentendo anche la sua fama di personaggio schivo e anche un po' ombroso.
Ampie concessioni alla world music ("La Rosa Filosofale"), allo swing ("Paese di finti") e anche ai divertissiment musicali alla Bollani, meno spazio invece (ed è stata l'unica pecca di un concerto mirabile) alle sue canzoni più intimiste, fatta salva la bellissima "Canzone dell'impossibile". Sono invece rimaste fuori dalla scaletta, e ce ne è dispiaciuto assai, autentici gioielli come "E mi troverai", "Padre della notte" o "Apri la porta". Grande concerto comunque, un autentico inno alla magia della musica.


Voto: ****

                                                                   Marco Monzali