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Balmorhea - Constellations

 
Provenienza: USA

Anno: 2010

Genere: post-classical

Voto: ****

Brani migliori: Steerage and the Lamp, Constellations

 
Per una volta parto dalla location immaginata, dal luogo e dal momento in cui potremmo ascoltare questo CD con la maggior efficacia possibile. La notte di San Lorenzo, dovunque, sotto un cielo pieno di stelle e "constellations". Distesi su un prato, in altura, lo stereo dell'auto in endless loop, a un volume che si integri con i rumori della natura e ne accolga gli improvvisi suggerimenti... Come in quel vecchio disco dei Cluster con Eno che aveva in copertina il primo piano di un microfono e sullo sfondo un ambiente crepuscolare imprecisato, l'orizzonte, una pianura infinita. Sono passati trent'anni e qui non c'è l'ombra (o quasi) di elettronica, ma un sommesso respiro acustico e il pianoforte, e gli archi, che in qualche modo richiamano i barlumi di sublime di quel vecchio disco, per chi abbia la sensibilità di saperli cogliere.

Opera notturna come poche altre, Constellations segna la definitiva maturità dell'ensemble texano di Rob Lowe. Non è il primo ascolto a colpire al cuore, e nemmeno il secondo. Ma dal terzo in poi... Per gli amanti dei Rachel's e dei Popol Vuh (ma non solo per loro!) segnalo la title track e Steerage and the Lamp, incantesimo per pianoforte al chiaro di luna. Chi cercasse qualcosa di più sperimentale, invece, non rimarrà deluso dal crescendo post-rock di On the Weight of Night e dal lento decadimento all'unisono di voci e archi nella conclusiva Palestrina. Altro che country...
 Luca Perlini