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AURELIO PASINI Brit Rock: i classici

  

Autore: Aurelio Pasini


Editore : Giunti


Pagine: 128


Prezzo di copertina: € 8,90

 

Erano anni che la meritoria collana "Atlanti Musicali" della casa editrice Giunti di Firenze si era inopinatamente interrotta. Adesso l'editore torna nelle librerie con il solito agile volumetto che recensisce circa 500 album relativi all'argomento e racconta brevemente la storia dei protagonisti della corrente musicale di turno. Questo libro sul brit pop mostra tutti i noti pregi della collana (agilità, competenza dell'autore, recupero di immagini storiche), ma ahimé anche qualche difetto non veniale. Il volume si incentra infatti, pur producendo perfino recensioni di album usciti solo tre mesi fa, solo sui gruppi che hanno iniziato la loro carriera negli anni '80, secondo me dimenticando colpevolmente la grande ondata brit pop degli anni '90. I dischi cardine di gente come Blur, Verve, Suede, Supergrass, Pulp o Oasis sono infatti già divenuti dei veri e propri classici del genere. Del resto lascia perplessi invece la scelta di inserire all'interno della trattazione i gallesi Manic Street Preachers e gli scozzesi Teenage Fanclub che proprio negli anni '90 hanno sviluppato la loro vicenda artistica. E lascia ancora più perplessi la scelta di ignorare i contributi dati allo sviluppo del genere da band, come gli XTC o gli Undertones, che hanno il solo torto di aver iniziato la loro attività negli anni '70. Ed ancora cosa c'entrano con il brit rock Barry Adamson, PJ Harvey o i Gallon Drunk, che sono nati in Inghilterra solo incidentalmente?

A prescindere da queste dispute dal sapore dottrinario, il libro è comunque consigliatissimo a chi voglia aggiornarsi su ambiti abbastanza poco conosciuti in Italia come lo "shogaze", la scena dance - rock di "Madchester" o la psichedelia inglese degli anni '80.


Chiudo con una mia ideale playlist dei gruppi che scorrono tra le pagine di Brit Pop: i classici:


Soft Boys: I Wanna Destroy You (tratta da Underwater Moonlight, 1980);

Orange Juice: Consolation Prize (tratta da You Can't Hide Your Love Forever, 1982);

Lloyd Cole & The Commotions: Charlotte Street (tratta da Rattlesnakes, 1984);

The Style Council: My Ever Changing Moods (tratta da Café Blue, 1984);

The Jesus & Mary Chain: Just Like Honey (tratta da Psychocandy, 1985);

Prefab Sprout: Goodbye Lucille Number One (tratta da Steve McQueen, 1985);

The Smiths: Bigmouth Strikes Again (tratta da The Queen Is Dead, 1986);

Felt: Gather Up Your Wings And Fly (tratta da Forever Breathes The Lonely Word, 1986);

The Housemartins: Sheep (tratta da London 0 - Hull 4, 1986);

Loop: Black Sun (tratta da Fade Out, 1988);

Morrissey: Suedehead (tratta da Viva Hate, 1988);

The Vaselines: Monsterpussy (tratta da Dum Dum, 1989);

The Stone Roses: I Am The Resurrection (tratta da The Stone Roses, 1989);

Happy Mondays: Kinky Afro (tratta da Pills N'Thrills And Bellyaches, 1990);

The Charlatans: The Only One I Know (tratta da Some Friendly, 1990);

The La's: Calling All (tratta da The La's, 1990);

Primal Scream: Movin' On Up (tratta da Screamadelica, 1991);

Talk Talk: After The Flood (tratta da Laughing Stock, 1991);

My Bloody Valentine: Only Shallow (tratta da Loveless, 1991);

Boo Radleys: Barney And Me (tratta da Giant Steps, 1993);

Azteca Camera & Ruichy Sakamoto: Let Your Love Decide (tratta da Dreamland, 1993);

James: Sometimes (tratta da Laid, 1993);

Manic Street Preachers: Revol (tratta da The Holy Bible, 1994);

Ride: Birdman (tratta da Carnival Of Light, 1994);

Blue Nile: Happiness (tratta da Peace At Last, 1996);

Stereolab: Percolator (tratta da Emperor Tomato Ketchup, 1996);

Spiritualized: Stay With Me (tratta da Ladies And Gentlemen We Are Floating In The Space, 1997);

Teenage Fanclub: Can't Feel My Soul (tratta da Songs From Northern Britain, 1997);

 Lorenzo Allori