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APPINO - Il Testamento

Anno di pubblicazione: 2013

Provenienza: Italia

Genere: indie rock

Voto: ***1/2

Brano migliore: Fuoco!


Commento: Andrea Appino approda al primo album solista dopo l'esaltante esperienza con il folk alternativo degli Zen Circus. Il testamento è un disco pieno di buone idee, che racconta l'Italia con la consueta vena dissacrante dell'autore toscano (Il testamento, Passaporto, Schizofrenia, 1983), ma ha anche un paio di pecche evidenti. Per prima cosa non convincono certe scelte a livello di arrangiamenti, con canzoni straziate da chitarre troppo distorte, o sporcate da orribili suoni di sintetizzatore (se non fossimo in pieno revival anni '80 potremmo definirlo "demodè"); poi c'è un troppo diffuso citazionismo ed è il motivo per il quale alla fine i brani migliori sono proprio quelli che ricordano il sound e le intenzioni degli Zen Circus. Il colmo lo si raggiunge con la canzone intitolata La festa della liberazione, che è un diligente plagio di Desolation Row di Bob Dylan; non una traduzione alla maniera di De André (Via della povertà), ma proprio una cover alla quale è stato cambiato di peso il testo. Detto che gli accordi di Desolation Row non sono certo particolarmente originali e che Bob Dylan stesso è stato spesso protagonista di furti non autorizzati (tanto da dedicare al tema l'intero album Love And Theft), occorrerebbe evitare di citare in modo così sfacciato canzoni di così pubblico dominio. Rimane comunque il fatto che Appino è una delle migliori penne che possiamo oggi vantare in Italia. Da ascoltare senza pregiudizi, direbbe George Michael.


Assomiglia a: Violent Femmes, Meat Puppets

Dove ascoltarlo: dopo che qualche anno fa ci ha mandato a fanculo con gli Zen Circus, ascoltatelo pure dove volete, ovviamente se ne avete ancora voglia.