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BACHI DA PIETRA Quintale

Anno di pubblicazione: 2013

Provenienza: Italia

Genere: hard rock, blues

Voto: ***

Brano migliore: Dio del suolo


Commento: Quintale è un disco tritatutto e soprattutto tritaossa. Non che i Bachi da pietra siano mai stati un gruppo da fioretto, ma qui, abbandonata la sciabola, operano pesantemente con la clava. Lo si capisce subito da Haiti, brano di apertura, che mette in primo piano una voce filtrata minacciosa ed un penetrante riff di chitarra che manco Warren Haynes nei primi album dei Gov't Mule. Coleotteri lascia ancora di più di stucco perché sposta l'azione decisamente sul terreno del metal, grazie ad una devastante batteria in doppia cassa e ad un cantato che sfiora più volte il growl. Enigma ha invece l'andamento del proclama hardcore punk e così via, fino ad una parte finale del disco che risulta sicuramente più lirica ed anche più giocosa. Ecco questi ultimi sono i Bachi da pietra che si fanno preferire, perché sembrano costruire qualcosa invece di lasciare soltanto macerie come elefanti imbizzarriti. In tre brani partecipa all'orgia di rumore il sax tenore di Arrington De Dionyso. In Italia erano anni, ma che dico millenni, che non si faceva un disco così. Il pubblico non li premierà, la critica sicuramente si.


Assomiglia a:
Bud Spencer Blues Explosion, George Thorogood & The Destroyers

Dove ascoltarlo: in mezzo alle sabbie mobili.

 Lorenzo Allori