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Baustelle – L’amore e la violenza

Anno di pubblicazione: 2017

Provenienza: Italia

Genere: pop rock, leggera italiana, indie rock

Voto: **1/2

Brano migliore: Basso e batteria


Commento: Francesco Bianconi e i suoi Baustelle hanno dichiarato che il loro nuovo album è quanto di più sfacciatamente pop abbiano mai composto ed in effetti L'amore e la violenza sarebbe potuto essere un tormentone nelle classifiche italiane dell'estate del 1980. Se pensate che si vada a parare dalle parti del Battiato de La voce del padrone, siete ovviamente nel giusto, anche se in Lepidoptera viene recuperato il suono di sintetizzatore che rese affascinante Fetus quasi dieci anni prima, mentre Il vangelo secondo Giovanni appare più ispirata da Max Gazzé, che a sua volta cerca di replicare Battiato. Certi arrangiamenti funk (il singolo Amanda Lear o Basso e batteria, quest'ultima con campionamento degli Oliver Onions) sono effettivamente interessanti e divertenti, rimandando direttamente al Battisti "moroderiano" di Una donna per amico. Si tratta però di una piccola parentesi felice, per una scaletta che pur sempre contiene alcuni dei binomi testo - musiche probabilmente più imbarazzanti degli ultimi anni (Eurofestival, La musica sinfonica, L'era dell'acquario). Bianconi rimane un asso nell'utilizzare parole desuete nei propri testi ma, essendo pur sempre un musicista, dovrebbe avere almeno pari cura nell'evitare melodie e ritornelli già sentiti nei festival di San Remo sponsorizzati dal Totip. Per me la parola "pop" non è certo una bestemmia, ma L'amore e la violenza mi ha suscitato per lo meno una bella imprecazione.

Assomiglia a: vedi sopra.

Dove ascoltarlo: come sigla di Ok il prezzo è giusto.

 Lorenzo Allori