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Il teatro degli orrori – Il teatro degli orrori

Anno di pubblicazione: 2015

Provenienza: Italia

Genere: hardcore punk, alternative rock

Voto: ***1/2

Brano migliore: Lavorare stanca


Commento: Quarto album per la band veneziana, che si intitola in modo omonimo, forse proprio perché intende chiudere la prima parte della carriera. Meno cantautorale de Il mondo nuovo, con Il teatro degli orrori Capovilla riprende la verve barricadera / polemica dei primi due dischi. Ovviamente l'effetto sorpresa è svanito da tempo e si tende a riciclare sempre la stessa formula. Perfino le invettive politiche perdono di incisività perché talvolta sembrano ispirate dall'autentico qualunquismo di chi sa di sparare sulla Croce Rossa (qualunquismo di sinistra però - vedi Il lungo sonno / Lettera aperta al Partito Democratico o Sentimenti incoffessabili). Il fatto è che però Il teatro degli orrori rimane una di quelle rarissime rock band italiane che ha saputo / voluto costruirsi un'identità ben precisa ed originale, percorrendo strade di non facile assimilazione commerciale. E' molto difficile pertanto volergli male. Anche se Pierpaolo Capovilla è antipatico esattamente come quell'altro Pierpaolo, quello ammazzato a bastonate sul lungomare di Ostia. Consiglio di ascoltare Lavorare stanca, Genova, Slint e Una giornata al sole.


Assomiglia a: Dead Kennedys, Girls Against Boys

Dove ascoltarlo: come colonna sonora di un talk show politico.

 Lorenzo Allori