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John De Leo – Il Grande Abarasse

Anno di pubblicazione: 2014

Provenienza: Italia

Genere: leggera italiana, fusion

Voto: ***1/2

Brano migliore: The Other Side Of A Shadow


Commento: faceva rabbia vedere uno dei più grandi talenti dell'ultimo ventennio della musica italiana relegato in una distante e magnifica solitudine. Dopo essere fuoriuscito dai Quintorigo, di De Leo si era sentito parlare soltanto per l'incomunicabile esordio solista (Vago svenendo, 2008), poi molto silenzio. Si diceva che John fosse più attratto dal mondo del fumetto che da quello della musica o che fosse impantanato per il troppo perfezionismo nella realizzazione di un seguito gigantesco (il cosiddetto "complesso di Peter Gabriel"). Invece no, il Grande Arabasse non è disco di un fumettista e nemmeno di un pazzo furioso del dettaglio. Prosegue invece il discorso che l'autore porta avanti più o meno da Grigio dei Quintorigo (era il 1999). Un discorso fatto di ardite sperimentazioni vocali, recupero di canzonette italiane anni '30 e voglia di superare gli stili vocali ad oggi conosciuti. La mazurka del misantropo, Io non ha senso e The Other Side Of Shadow (quest'ultima con la partecipazione del grande Uri Caine al pianoforte), al netto di altre scelte un po' più discutibili, ci restituiscono un artista finalmente maturo e libero dai propri demoni.


Assomiglia a: Canzoni a manovella di Vinico Capossela con la voce di Demetrio Stratos.

Dove ascoltarlo: lo si ascolta provenire da un vecchio e polveroso grammofono.
 Lorenzo Allori