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Antonio Sanchez – Three Times Three

Anno di pubblicazione: 2014

Nazione: U.S.A.

Genere: Jazz

Giudizio: ****

Brani: Nar-This / Costellations / Big Dream / Fall / Nooks And Crannies / Rooney And Vinski / Leviathan / Firenze / I Mean You

 

Brano migliore: Big Dream

 

Musicisti: Antonio Sanchez (batteria), Brad Mehldau (pianoforte), Matt Brewer (contrabbasso), John Scofield (chitarra), Christain McBride (contrabbasso, basso elettrico), Joe Lovano (sax tenore), John Patitucci (contrabbasso)

 

 

Tre modi di intendere il jazz e tre tipologie di trio sono rivisitati in questo doppio album a nome del valente batterista. I primi tre brani (tutto il primo cd) vedono Sanchez alla guida di un classico piano trio. Anche per la presenza di Brad Mehldau, in questo caso si esplora il lato più sentimentale e lirico del jazz e lo dimostra a pieno l'iniziale omaggio alla premiata coppia Miles Davis - Bill Evans. I successivi tre brani sono invece concentrati sugli strumenti elettrici, con la chitarra di Scofield a farla da padrone. Qui viene messo in evidenza il lato più tecnico di questa musica, con pregevoli ricami e numerosi rimandi alla struttura classica del blues. Gli ultimi tre brani in scaletta sono ovviamente i più originali e sperimentali del lotto, sia per l'insolito formato tanto caro a Sonny Rollins (il pianoless trio), sia per la presenza di musicisti dalla mente libera come Lovano e Patitucci.

Se si potesse condensare cinquanta anni di mainstream jazz in una sola raccolta, ecco che questa assomiglierebbe molto a questo album. Sanchez è bravissimo a non prevaricare i suoi gregari di lusso, donando ad ognuno il proprio versatile percussionismo. Forse dirò un'eresia, ma era dai tempi di Shelly Manne che non si sentiva qualcuno che interpretasse la batteria con questa passione e questa chiarezza di intenti.

 Lorenzo Allori