On Air Stiamo trasmettendo:
Supercompilation

Parola di DJ

newsletter
Vuoi essere informato su tutte le novità di Radiogas?
Iscriviti alla nostra newsletter
Scrivi la tua email



Keith Jarrett & Charlie Haden – Jasmine

Anno di pubblicazione: 2010

Provenienza: U.S.A.

Genere: Jazz

Voto: *****


Chiamate vostro marito, o vostra moglie o amante, nel cuore della notte e sedetevi ad ascoltare. Queste sono straordinarie canzoni d'amore interpretate da musicisti che tentano, se possibile, di mantenere il loro messaggio intatto. Spero che le possiate ascoltare nello stesso modo in cui le abbiamo fatte".

Per restituire questo messaggio Keith Jarrett chiama stavolta il suo amico di sempre Charlie Haden, che fu anche il contrabbassista del primo gruppo fondato da Jarrett come solista (vedi Life Between The Exit Sings). Non avevano più suonato insieme da circa trent'anni, ma è come se l'intesa tra loro non fosse mai venuta meno, contribuendo così alla magia di ricreare fin dalla prima battuta l'ambiente giusto per interpretare questi otto brani, registrati nello studio privato del pianista stesso, ascoltati poi più e più volte dai due per tentare di stabilirne un ordine di pubblicazione il più logico possibile, alla fine dettato solo dall'emozione del momento.

Jarrett attinge ancora una volta all'immenso repertorio di standard e ballad della canzone popolare americana, con un approccio che riunisce rigore, tecnica impressionante e passione interpretativa. Stavolta privilegiando l'aspetto lirico e intimistico. Haden non solo accompagna, ma puntualizza, riprende, sottolinea il fraseggio di Jarrett in una sorta di dialogo continuo, a tratti sussurrato, altre volte più marcato, cristallino. Così come è netto, pulito il suono del suo contrabbasso nel momento dei suo assolo. I nove minuti di Where Can I Go Without You di Peggy Lee, racchiudono le emozioni più profonde, spiegando in buona parte le parole usate da Jarrett a chiusura delle note di copertina del disco. Una delle cose più belle realizzate nell'anno appena trascorso.


 Marco Milanesi