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LORENZO HENGELLER Canzoniere minimo leggero

 

Provenienza: Italia

Genere: Jazz (ma sarà poi così?)

Anno: 2010

Voto: ****

 

Brani: Ricordi..Rai!/Tassista/Superenalotto/Il mangiatore di tabacco/Lezioni di piano/cento….da questo giorno!/Vetero-playboy/Che afa fa/Edizione straordinaria tg/Guapparia 2000/Musetto/Primario/Nostalgia per la musica/’Na cosa tosta/Cacciopoli vs. Gould

 

Proprio di recente ho ascoltato divertito Lorenzo Hengeller, in occasione di un suo concerto nella mia città. Con lui il meglio dei nostri Toscani, cioè Mirko Guerrini, Nico Gori, Dario Cecchini con il supporto ritmico dell’ottimo Gabriele Evangelista al contrabbasso e Andrea Melani alla batteria.

Cognome simil-altoatesino per un giovane talento tutto napoletano. Ottimo pianista e buon cantante, se chiudi gli occhi, Hengeller ti accompagna in un viaggio a ritroso nel tempo punteggiato dagli echi della trascinante musica di Renato Carosone, dallo swing elaborato in salsa melodica italiana che fu di Lelio Luttazzi e dall’ amorevole presenza di miti come Paolo Savona e Tata Giacobetti, le altre due colonne dell’indimenticabile Quartetto Cetra. Un vero e proprio tributo e un atto d’amore per questi straordinari maestri, ma non con una semplice riproposizione di questa mai eguagliata tradizione, bensì con un’ originale, ironica e meditata rielaborazione.

I brani del disco sono infatti scritti quasi tutti da Hengeller stesso. Si passa soavemente (e allegramente) dall’omaggio a Lelio Luttazzi con Nostalgia per la musica, al simpatico doppio senso a sfondo sessuale di Lezioni di piano, per approdare all’ intensa, dolente e malinconica Il mangiatore di tabacco. Credo il brano migliore del disco per intensità poetica. Eccellente, in questa canzone, la voce di Roberta Bianco e l’intervento delicato del flicorno di Gianfranco Campagnoli. Infine, tanto per non farsi mancare nulla, Stefano Bollani duetta scanzonato con Lorenzo in Vetero-playboy. Ma da ogni angolo di questi quindici brani, sorride divertito Renato Carosone, da cui Lorenzo Hengeller eredita l’ ottimo uso del pianoforte, l’ironia, anche un po’ amara, tutta partenopea e il gusto di creare testi divertenti e mai banali.

Aspettiamo il prossimo disco per continuare a sorridere e a sognare.

 Marco Milanesi