On Air Stiamo trasmettendo:
Nightswimming con Marco Monzali

Parola di DJ

newsletter
Vuoi essere informato su tutte le novità di Radiogas?
Iscriviti alla nostra newsletter
Scrivi la tua email



PETRA HADEN Petra Goes To The Movies

 

Anno di pubblicazione: 2013

Provenienza: U.S.A.

Genere: jazz

Voto: ***1/2

Brano migliore: A Fistful Of Dollars

Commento: Petra è figlia del grande Charlie (uno dei più grandi contrabbassisti della storia del jazz) e sorella di Josh (il leader dei recentemente riformatisi Spain). Da qualche anno sta svelando una sempre più profonda voglia di sperimentare e di divertirsi. Facendo un ragionamento superficiale in effetti questo Petra Goes To The Movies sembra poco più di un eccentrico ed ironico diversivo: Petra reinterpreta sedici famosissime colonne sonore con l'impiego quasi esclusivo della sua voce. Una voce duttilissima capace di cantare, di simulare fiati, strumenti a corda, pianoforte e perfino percussioni in stile beatbox. A prescindere dal grande livello organizzativo e dall'immensa capacità tecnica che richiede registrare un album di questo tipo, occorre poi ammettere che la bellezza delle melodie in questione risulta quasi esaltata in modo sovrannaturale dalla "cura Haden". Si tratta quindi ben più di uno sterile capriccio. Fantastico il libretto in cui la nostra si diverte ad interpretare a modo suo i personaggi dei film di cui canta le colonne sonore.


Petra è figlia del grande Charlie (uno dei più grandi contrabbassisti della storia del jazz) e sorella di Josh (il leader dei recentemente riformatisi Spain). Da qualche anno sta svelando una sempre più profonda voglia di sperimentare e di divertirsi. Facendo un ragionamento superficiale in effetti questo Petra Goes To The Movies sembra poco più di un eccentrico ed ironico diversivo: Petra reinterpreta sedici famosissime colonne sonore con l'impiego quasi esclusivo della sua voce. Una voce duttilissima capace di cantare, di simulare fiati, strumenti a corda, pianoforte e perfino percussioni in stile beatbox. A prescindere dal grande livello organizzativo e dall'immensa capacità tecnica che richiede registrare un album di questo tipo, occorre poi ammettere che la bellezza delle melodie in questione risulta quasi esaltata in modo sovrannaturale dalla "cura Haden". Si tratta quindi ben più di uno sterile capriccio. Fantastico il libretto in cui la nostra si diverte ad interpretare a modo suo i personaggi dei film di cui canta le colonne sonore.


Assomiglia a: Bobby McFerrin per l'uso della voce, John Zorn per la vena dissacrante applicata alle colonne sonore.

Dove ascoltarlo: in un cinema d'essai.

 Lorenzo Allori