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The Nico Gori Quartet - Il gioco dei contrasti

Anno di pubblicazione 2015

Provenienza: Italia

Genere: Jazz Italiano

Voto: ****

Nico Gori (clarinetto, clarinetto basso, sax soprano, pianoforte), Alessandro Lanzoni (pianoforte violoncello), Gabriele Evangelista (contrabbasso), Stefano Tamborrino (batteria).

 

Ancor prima di capire quello che vogliamo dire o raccontare, la cosa che ci distingue dagli altri, che ci rende unici, è il timbro della nostra voce.  E' ciò che ci rende immediatamente riconoscibili nell'oceano di suoni in cui navighiamo ogni giorno.

Ascoltare il clarinetto di Nico Gori mi rimanda a questo pur strampalato pensiero. Il timbro del suo strumento è subito riconoscibile e riesce a metterti nella giusta attitudine d'animo per proseguire nell'ascolto della sua storia. Storia fatta di importanti collaborazioni, di dischi interessanti, di originalità compositiva, di piacevole energia.

In questo disco, che esce insieme alla prestigiosa rivista Musica Jazz, si riuniscono alcuni dei miglioro talenti del jazz italiano.  Le composizioni sono originali, con il solo standard rappresentato da Joshua di Victor Feldman. Per niente "accademica" la scelta di utilizzare la forma di suite per l' omaggio al pianista Mal Waldron.

Scorrendo nell'ascolto si fa evidente il contrasto di suoni e situazioni, come del resto sottolineato dal titolo del disco stesso. Dinamismo ed energia ben si fondono con momenti più intensi e riflessivi. Molto bello ed evocativo l'inserimento del violoncello di Alessandro Lanzoni, il cui  fraseggio pianistico si fa ogni giorno più elegante e ricco di colori. Solida la formazione ritmica. Una sorta di porto sicuro in cui tornare dopo un viaggio periglioso. Oggi Gabriele Evangelista e Stefano Tamborrino rappresentano una delle migliori accoppiate ritmiche della scena jazzistica, capaci di assecondare e sottolineare al volo le intenzioni degli altri musicisti. Insomma due perfetti creatori di magico interplay.

Commosso il pensiero al grande Renato Sellani, a cui Nico Gori è stato legato da profonda amicizia. Bella la copertina di Renato Cantini. Poi ti accorgi che tutti i musicisti, compreso il grafico (musicista pure lui), sono toscani. Che il disco è stato registrato dal vivo in una splendida sala d'ascolto in Toscana. Mi sorge il dubbio, a questo punto, che si possa pensare ad una tendenza, ad un vero e proprio stile inconfondibile. Mi concedo questa piccola divagazione campanilistica, anche se il disco è piacevolmente ascoltabile ad ogni latitudine terrestre.

 Marco Milanesi