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Body Count – Bloodlust

Anno di pubblicazione: 2017

Provenienza: U.S.A.

Genere: crossover

Voto: ***1/2

Brano migliore: All Love Is Lost


Commento: Gli anni '90 sono stati indiscutibilmente gli anni d'oro del crossover, una miscela esplosiva di hip hop e riff metal che è letteralmente esplosa (anche commercialmente) cavalcando soprattutto l'onda del caso Rodney King, con le successive rivolte razziali (in particolare famosa quella di Los Angeles). Dopo anni di silenzio, i Body Count ritornano in scena con un album senza dubbio convincente. Anzi, possiamo dire che se lo stile è ferocemente immutato, la qualità sonora dell'incisione è sicuramente migliorata rispetto alla sporcizia delle loro pagine originali ed in particolare del loro debutto intitolato Body Count (1992). Ice T continua ad essere una delle lingue più acuminate del rap, mentre Ernie C resta un gran bel chitarrista, che sa nutrirsi anche di chiari riferimenti classic hard rock. I testi sono di nuovo super barricadieri, ma del resto i ghetti neri stanno vivendo oggi una situazione sociale simile a quella delle rivolte razziali di cui sopra. Ad aiutare i Body Count ci sono anche dei tipetti non sconosciuti come Dave Mustaine (Civil War), Randall Blythe (Walk With Me) e Max Cavalera (All Love Is Lost). Bloodlust è l'ennesima pietra del revival anni '90 che sta da qualche mese prendendo il sopravvento nella moda e nella musica pop, ma non possiamo neanche per un secondo dubitare sulla sua integrità artistica.


Assomiglia a: Downset, Biohazard

Dove ascoltarlo: durante una rivolta di piazza, ma di quelle pese.

 Lorenzo Allori