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CHROMATICS - Kill for Love

Anno di pubblicazione: 2012

Provenienza: U.S.A.

Genere: new wave, dream pop

Voto: ****

Brano migliore: The River


Commento: Nessuno come i Joy Division ha saputo raccontare il mal di vivere del Nord dell'Inghilterra industriale all'alba della grande crisi economica e del lungo potere della destra Tatcheriana. Similmente pochi secondo me hanno saputo raccontare l'alienante realtà delle sterminate pianure americane come questi Chromatics. Motel scalcinati abitati da relitti umani di vario genere e pericolosi avventurieri, polvere, vento e solitudine in attesa che arrivi qualche straniero ad ingozzarsi di pollo fritto all'unico bar presente in città. Il paragone con la band di Ian Curtis l'ho fatto di proposito poiché la ricetta sonora dei Chromatics, per effettuare i propri racconti spettrali, non è il classico country rock utilizzato dai cantautori americani, ma un'elettronica anni '80, che più anni '80 non si può. Le chitarre sono praticamente assenti salvo la bella ed iniziale cover di Hey Hey My My (Into The Black) di Neil Young, e lo strumento guida è il sintetizzatore, spesso utilizzato senza particolari sostegni ritmici. Album molto lungo, ma che ha la capacità di scorrere velocemente e di farti venire voglia di riascoltarlo. Molto belle Lady, Birds Of Paradise e The River. Revivalistico, ma contagioso.


Assomiglia a:
ai New Order meno rock che si fanno scrivere le canzoni ora dalla prima Kate Bush, ora dai Jesus & Mary Chain. E non dimentichiamoci dei Suicide (se solo avessero provato a scrivere qualche canzone pop).

Dove ascoltarlo: in un motel cadente privo di tv via cavo.

 Lorenzo Allori