On Air Stiamo trasmettendo:
Supercompilation

Parola di DJ

newsletter
Vuoi essere informato su tutte le novità di Radiogas?
Iscriviti alla nostra newsletter
Scrivi la tua email



DAVID BOWIE The Next Day

Anno di pubblicazione: 2013

Provenienza: Gran Bretagna

Genere: David Bowie

Voto: ****1/2

Brano migliore: The Stars Are Out Tonight, (You Could) Set The World On Fire, Heat

 

Io mi ero rassegnata, non so voi. Voci di tour smentiti e voci di nuovi brani rivelatesi totalmente false, dichiarazioni del nostro duca preferito di aver deciso di ritirarsi per non pubblicare musica di basso livello, scomparsa totale dalla scena musicale, rarissime foto in giro...e poi bam! Ti trovi in mano l'ultimo disco di David Bowie, a dieci anni dall'uscita di Reality. Voglio dire: l'ultimo disco di David Bowie, che è una cosa a cui i miraggi fanno una beata pialla. Mi spiego: essendo nata negli anni '80, ho sempre ritenuto che non avrei mai avuto la fortuna di poter dire: "Domani esce il nuovo disco di Bowie, devo andare a comprarlo", poi arriva lui e ti smonta. Detto questo, come sempre, ero terrorizzata: Where Are We Now? è un buon pezzo, ma mi sembrava un po' scarico. Dopo dieci anni chissà cosa starà frullando in testa al Re di Goblin. Bah. Poi è uscita The Stars Are Out Tonight, mi si è piantata in testa e non ne è uscita più. A quel punto, avere questo disco è diventato ancora più imperativo di quanto già non lo fosse a prescindere.

The Next Day, signori, è un disco decisamente degno di nota: dal mio punto di vista di gran lunga superiore a Reality, strizza l'occhio alla produzione berlinese del nostro David preferito ma, come in ogni disco del suddetto, presenta novità tutte sue: chitarre elettriche più cariche, per esempio, o un'impronta rock decisamente più marcata...alla facca di chi si sperticava in lamentele assassine su un disco che "sicuramente sarà una lagna terrificante". Non è così: Where Are We Now? si conferma essere l'unico pezzo lento del disco e, per la cronaca, il signor Bowie non ha perso un decimo di voce. Che classe. Che splendido, splendido essere umano.

 

Assomiglia a: L'improbabile possibilità di un essere umano di acchiappare un miraggio per la coda e accorgersi che è vero.

 

Dove ascoltarlo: Sempre, ovunque e comunque.

 

 Valentina Ceccatelli