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GRANT HART The Argument

Anno di pubblicazione: 2013

Provenienza: U.S.A.

Genere: glam rock

Voto: ***1/2

Brano migliore: Awake, Arise!


Commento: ho sempre avuto un debole per Grant Hart. Anche pensando alla maestosa vicenda dei mitici Husker Du, è lui, il sottovalutato batterista, che riscuote il mio plauso maggiore, più del dispotico leader Bob Mould. Le canzoni di Grant Hart avevano ed hanno una caratterizzazione così autentica e così drammatica che restano sempre a lungo nel cuore di chi le incontra. Hart non è stato fortunato; mentre Mould continuava a giocare a fare la rockstar con gli Sugar o con una fortunata carriera solista, lui è invece rimasto sempre in disparte. Che il 2013 sia l'anno della meritata riscossa? The Argument è un disco poderoso, che conta ben venti canzoni, di cui diverse degne di nota. L'aria generale è indiscutibilmente lo-fi (spesso c'è una drum machine rotolante, che non fa onore al passato di grande batterista hardcore punk del nostro), ma le linee vocali sono decadenti e lascive, come si conviene ad un vero disco glam rock anni '70. Ed è proprio nel grande calderone del glam (soprattutto britannico) che devono essere rintracciate le maggiori influenze di questo album. Certo ogni tanto fa capolino un po' di svaccato country folk, ma è più una distrazione che altro. Lontanissimo dagli Husker Du, ma vicinissimo all'anima.


Assomiglia a: David Bowie dei primi album, Stan Ridgeway, Rufus Wainwright.

Dove ascoltarlo: nell'ambasciata inglese di Washington D.C. o in quella americana di Londra.

 Lorenzo Allori