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JIM LAUDERDALE Black roses

Anno di pubblicazione: 2013

Provenienza: U.S.A.

Genere: southern rock

Voto: ***1/2

Brano migliore: Ride On


Commento: Jim Lauderdale abbandona il country rock per proporre un album intriso di sonorità sudiste. Ad aiutarlo nell'impresa troviamo Robert Hunter (il paroliere principe dei Grateful Dead) ed i suoi testi, le tastiere di Spooner Oldham, nonché il talento dei fratelli Dickinson (North Mississippi Allstars). Qualche anno fa i NMAS affiancarono John Hiatt nell'ottimo Master Of Disaster (2005) e devo dire che il gioco funziona alla grande anche con un interprete più tradizionale come Lauderdale. Fin dall'iniziale bluesaccio di Throw My Bucket Down, il disco scorre che è una meraviglia, con peraltro una varietà che fino ad oggi ci era sconosciuta nella musica di Lauderdale. Per esempio Ride On e 13 Clocks, caratterizzate dal bell'uso di una sezione fiati, richiamano il Van Morrison di Moondance; Tossing Pebbles At The Sky sembra una riscrittura diligente di Way Down In The Hole di Tom Waits; altrove prende il sopravvento lo stile "country hill" tipico della famiglia Dickinson. In definitiva una delle sorprese più liete del 2013 musicale.


Assomiglia a:
vedi sopra.

Dove ascoltarlo: in una fabbrica di inchiostro.

 Lorenzo Allori