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Mumford & Sons – Wilder Mind

Anno di pubblicazione: 2015

Provenienza: Gran Bretagna

Genere: pop rock

Voto: *1/2

Brano migliore: Broad-Shouldered Beasts


Commento: Il singolo Believe era apparso quanto mai minaccioso ed in effetti Wilder Mind conferma tutti i cattivi presagi. Abbandonato l'indie folk dei primi due album, Marcus Mumford ed i suoi hanno deciso di elettrificare (e talvolta anche elettronificare) le proprie canzoni. Naturalmente nessuno nega il diritto a degli artisti di fare progredire la propria carriera, l'unica cosa che era lecito attendersi era un'evoluzione coerente con il percorso precedente. Invece la band dimostra quanto già sospettato in passato: l'utilizzo del banjo in chiave ritmica nascondeva soltanto la voglia di fare i milioni, quelli veri, quelli con la M maiuscola. Wilder Mind supera a destra il rock elettrico e si attesta nel campo del pop da classifica più insulso e patinato. Si salvano veramente poche cose (Broad-Shouldered Beasts o la melodia della title track), mentre il folk rimane l'ingrediente principale giusto dell'inizio di Monster e della brevissima Cold Arms. Il nuovo album dei Momford & Sons è da evitare come la peste.


Assomiglia a: ai peggiori Coldplay (somiglianza a tratti impressionante).

Dove ascoltarlo: nella filodiffusione della metropolitana
 Lorenzo Allori