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Prefab Sprout – Let’s Change The World With Music

 Anno di pubblicazione: 2009

Provenienza: Gran Bretagna

Genere: Pop

Voto: **1/2

Brano migliore: Sweet Gospel Music


Commento: L'ironia amarognola è sempre stata la cifra stilistica più riconoscibile degli Sprout. Nella mente di tutti sono infatti impresse canzoni come I Never Play Basketball Now (1984), che elencava i lati negativi dell'essere confinati su una sedia a rotelle o Cars And Girls (1988) che prendeva sonoramente per i fondelli Bruce Springsteen.
Dalla stessa vena ironica di Paddy McAloon deve essere scaturito anche il titolo di questo nuovo album. I Prefab Sprout non hanno mai potuto ambire a cambiare il mondo con la propria musica perché quest'ultima è sempre stata troppo demodè per contribuire ad eleggerli "next big thing" del momento. Se poi consideriamo che questo album era già pronto svariati anni fa e tutte le case discografiche avevano rifiutato di pubblicarlo, la presa per i fondelli è svelata del tutto.

Arriviamo alla musica: i Prefab Sprout hanno da sempre condiviso con gli Smiths l'eleganza delle scelte melodiche con le ovvie diversità derivanti dal fatto che i primi si sono sempre ispirati alla black music, mentre i secondi al folk rock americano degli anni '60. Questo disco scava ancora di più il solco tra i due complessi di "losers" più famosi degli anni '80. McAloon questa volta bandisce completamente le chitarre ed appoggia la sua sempre splendida voce su tappeti di tastiere e ipnotica elettronica vintage. Wow! Direte voi, i Prefab Sprout fanno trip hop! Purtroppo invece siamo pericolosamente dalle parti di Barry White.

Assomiglia a
: considerando l'amore che i Prefab Sprout hanno sempre manifestato per gli Steely Dan, questo disco ha qualche elemento di vicinanza con Kamakiriad, secondo episodio (1993) della carriera solista di Donald Fagen

Dove ascoltarlo: su un promontorio roccioso a picco sul mare, la tristezza vi sommerge e sentite la mancanza di qualcuno con cui amoreggiare.


 Lorenzo Allori