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Def Leppard Discografia

Spesso inseriti a torto nel calderone della New Wave Of British Heavy Metal, i Def Leppard hanno invece solide radici in ambito hard e glam rock. I punti di riferimento principali possono essere rintracciati nei Twisted Sister, negli AC/DC, nei Queen e nei Whitesnake di David Coverdale. La band si forma a Sheffield nella prima metà degli anni '70 e vede protagonisti fin da subito Chris Savage (basso), Pete Willis (chitarra) e Joe Elliott (voce). A loro si aggiungono in occasione del primo album Rick Allen (batteria) e Steve Clark (chitarra). Frank Noon suona invece la batteria nel rarissimo ep d'esordio, intitolato semplicemente Def Leppard ed uscito nel 1979.

On Through The Night (1980 - **1/2) è un disco acerbo ed ancora indeciso sulla direzione musicale che prenderà il quintetto. Mentre Iron Maiden e Saxon iniziano la loro scalata verso la notorietà, i Leppard rispondono con il discreto successo del singolo Rock Brigade.

High N'Dry (1981 - ***) rappresenta già un notevole passo in avanti. I Def Leppard sono rappresentanti di un rock n'roll sanguigno, eppure melodico e rendono al meglio con i pezzi chiassosi o con le ballate romantiche. On Through The Night rinverdisce la gloriosa tradizione delle title track incluse nel "disco sbagliato". Si ricordano volentieri anche Let It Go, High N'Dry (Saturday Night) e la strumentale Switch 625.

La ritmica si fa ancora più pressante e l'espressività più urgente con il terzo album.
Pyromania (1983 - ***1/2) avvicina davvero il "leopardo sordo" agli AC/DC, in pezzi concitati quali Rock! Rock! (‘Til You Drop), Stagefright e Action. Questo è però pur sempre anche il momento in cui iniziano a fare capolino certe sonorità ad alto tasso zuccherino destinate a fare di lì a poco la fortuna commerciale della band (Rock Of Ages, Photograph).
 

Too Late For Love è poi la migliore ballata del repertorio. Per poco tempo il gruppo diventa un sestetto con l'aggiunta dell'ennesimo chitarrista (Phil Collen). Subito dopo Pete Willis saluterà la compagnia che aveva contribuito a fondare tanti anni prima.

A seguito di un terribile incidente stradale, il batterista Rick Allen perde il braccio sinistro nel 1984. Gli altri decidono di aspettare che lui impari a suonare la batteria elettronica e sappia districarsi attraverso un labirinto di pedali. Il risultato è clamoroso. Hysteria (1987 - ****) vende tantissimo grazie ad una scaletta dove abbondano piroette, coretti furbi ed accorgimenti da classifica. Il talento compositivo di Clark ed Elliott produce ben sette singoli di grande successo, che non dovremmo esitare a chiamare pop. Nessun appassionato di hair metal anni '80 può però ignorare titoli quali Women, Rocket, Animal (forse la loro canzone più celebre), Love Bites, Pour Some Sugar On Me, Armageddon It ed Hysteria. L'antica rabbia emerge talvolta tra le pieghe delle più trascurate (ingiustamente) Gods Of War e Don't Shoot Shotgun.

Dopo la morte dell'alcolizzato chitarrista Steve Clark (che sarà rimpiazzato da Vivian Campbell, con un breve passato nella tour band degli AC/DC), avvenuta nel 1991, il gruppo fa uscire l'attesissimo quinto album. Adrenalize (1992 - **) vende bene, ma non riproduce la magia dei precedenti due dischi. I Def Leppard sembrano spiazzati dalle nuove sonorità dell'alternative rock americano e non sembrano riuscire a controbattere niente, se non i già risaputi ammiccamenti. I singoli Let's Get Rocked e Make Love Like A Man sono roboanti e tamarri come si conviene. Durante il tour mondiale conseguente all'uscita di Adrenalize, i Def Leppard salgono sul palco del Freddie Mercury Tribute, suonando una competente cover di Tie Your Mother Down dei padroni di casa, Animal e la nuova Let's Get Rocked (più tardi Joe Elliott si unirà ai Queen superstiti anche in una devastante versione di Hammer To Fall).

 
La geniale copertina, una delle più belle dell'intera storia del rock, sarebbe uno spunto sufficiente per acquistare Retro Active (1993 - **). A ben vedere si tratta però soltanto di un'esca ben riuscita, poiché questa raccolta di scarti e b - sides offre pochissimo di buon livello. Sono interessanti la ballata acustica Two Steps Behind e la cover del classico del glam rock Only After Dark (griffata Mick Ronson).

Il resto è assolutamente non indimenticabile.

Il tentativo di rinnovamento del sound punta giustamente al glorioso passato. Slang (1996 - ***) abbandona le sonorità super tecnologiche in favore di un ruvido sound elettroacustico anni '70. Peccato soltanto che le vendite siano molto al di sotto delle aspettative, anche se qui dentro ci sono diverse piacevoli sorprese.

Euphoria (1999 - **1/2) cerca viceversa di replicare i fasti di Hysteria. Tentativo respinto con perdite. Promises, Goodbye e Day After Day sono gli episodi degni di nota. Il gruppo non sembra proprio avere più niente da dire.

La crisi diventa ancora più evidente con l'uscita di X (2002 - **), che diventa l'album meno venduto della storia del gruppo. I Def Leppard sono ormai un'istituzione all'interno di una scena hard rock che di fatto non esiste più.

Per un gruppo che ha fatto della propria britannicità una vera e propria bandiera, incedere Yeah! (2006 - ***) deve essere stato fonte di grande gioia e divertimento. I Def Leppard realizzano infatti quattordici cover di classici del rock albionico (tra gli altri, titoli di David Bowie, The Faces, Thin Lizzy, Roxy Music, The Kinks ecc.).

Songs From Sparkle Lounge (2008 - ***) sembra un ritorno ad una forma discreta. Il meglio della scaletta è situato strategicamente ai due estremi della stessa (Go, Gotta Let It Go).

Tempo di celebrazioni con due album dal vivo: il doppio Mirrorball: Live And More (2011 - ***) pesca a piene mani dagli anni '80, mentre il triplo Viva Hysteria! (2014 - ***1/2) riproduce addirittura l'intero campione di vendite dell'87. In questo caso però piace molto di più la seconda parte del concerto, in cui i Def Leppard rispolverano alcuni brani più adatti al contesto live e meno sdolcinati di quelli di Hysteria (la notevolissima Wasted, ma anche Stagefright, Mirror Mirror, Action e Bringin' On The Heartbreak).

Le rock band formate da veterani hanno due possibilità davanti a sé (eccetto ovviamente l'ipotesi scioglimento): virare per un rock più maturo o continuare imperterriti ad impersonare il ruolo di "idoli per teenager".
Entrambe le strategie sono rischiose per conto loro. I Def Leppard hanno però evidentemente optato per la seconda perché Def Leppard (2015 - **1/2) riprende in tutto le atmosfere potenti e per certi versi quasi glam di Adrenalize.
 

Le iniziali Let's Go e Dangerous ripropongono la consueta ricetta del leopardo, con ritornelli accattivanti, cori da stadio e spruzzate di batteria elettronica. In un disco non riuscitissimo, il quintetto trova anche il tempo di provare il proprio personale approccio con il pop rock da FM (Energized). Come dicono in una loro nuova canzone, i Def Leppard sognano di rimanere per sempre Forever Young.

 Lorenzo Allori