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EELS Discografia

 
Dopo tre album passati sotto silenzio, il cantautore californiano Mark Oliver Everett fonda nel 1995 una band, gli Eels, di cui di fatto è l’unico membro fisso. Per l’occasione prenderà il nome d’arte di Mr. E.

 

La partenza è subito con il botto perché Beautiful Freak (1996 - ****) è un album delizioso. Il super singolo Novocaine For The Soul diventa uno degli inni alternative degli anni '90 e molti accomunano gli Eels al Beck di Odelay (i due album sono peraltro coevi). Si ricordano anche con piacere Your Lucky Day In Hell, Susan's House, My Beloved Monster e soprattutto la deliziosa Rags To Rags.

La sorpresa è ancora palpabile a distanza di così tanti anni. Electro-Shock Blues (1998 - ****) è profondamente diverso dal predecessore. Mr. E è un uomo segnato da una serie impressionante di lutti familiari e quindi lascia da parte l'allegria, per tuffarsi nella disperazione di queste sedici tracce. Probabilmente questo è il miglior disco degli Eels, con autentici gioiellini come Three Speed, Climbing To The Moon e Going To Your Funeral (part I - II). Una menzione speciale però la meritano due canzoni strepitose: Last Stop: This Town ed Efils' God.

Come sulle montagne russe, la mossa successiva è un disco estivo e solare come Daisies Of The Galaxy (2000 - ***). Il riferimento a Brian Wilson ed ai Beach Boys qui è obbligatorio, ma dietro all'eleganza formale c'è molto meno cuore rispetto al passato. Flyswatter e I Like Birds sono gli apici della scaletta.

Souljacker (2001 - ***1/2) è l'album con il quale Mr. E si getta nel rock blues. E' un disco che all'epoca gli alienò le simpatie di molti fans. Riascoltarlo significa rivalutarlo automaticamente, perché Dog Faced Boy, That's Not Really Funny e Souljacker part I sono una vera forza. Per la prima volta appare in copertina un Mr. E barbuto, che coinciderà sempre con gli album più duri.

L'ispirazione del nostro è in calo ed un disco carino, ma risaputo come Shootenanny! (2003 - **1/2) non fa che metterlo in evidenza. Non c'è niente di particolarmente sbagliato in quest'album, se non probabilmente la voglia di andare sul sicuro, fondendo lo stile di Beautiful Freak con quello di Daises Of The Galaxy. Tutte cose già sentite, insomma.

Ci ha messo ben sette anni Mr. E per realizzare la storia della sua vita su disco. Si chiama Blinking Lights And Other Revelations (2005 - ****), è un doppio cd e contiene ben 33 canzoni. I temi trattati sono quelli di Electro-Shock Blues, ma qui c'è una maggiore leggerezza di fondo. La più bella canzone si intitola Trouble With Dreams, ma anche Railroad Man, Losing Streak, Blinking Lights (For Me) e Hey Man (Now You're Really Living) non scherzano affatto.

Live At Town Hall With Strings (2006 - ***1/2) è un interessantissimo disco dal vivo in cui il repertorio degli Eels viene rivestito di arrangiamenti orchestrali. Grande spazio viene lasciato alle canzoni di Blinking Lights e di Daisies Of The Galaxy, ma il tempo si ferma soltanto con la "nuova" Novocaine For The Soul.

Sempre più cantautore e sempre meno band, Mr E. aka Eels, decide di dare fondo alla propria ispirazione con una trilogia che si apre con il rockeggiante Hombre Lobo (2009 - ***). E' Nick Cave il punto di riferimento in quello che rimane il disco più duro ed urlato della carriera degli Eels. Niente di eccezionale comunque, anche se sempre meglio del puramente cantautorale End Times (2010 - **1/2). Quest'ultimo è essenzialmente acustico e vive intorno a poche memorabili melodie. Per esempio occorre sicuramente ricordare la conclusiva On My Feet. Infine ecco arrivare Tomorrow Morning (2010 - **1/2), che chiude la trilogia con un omaggio ai primi Eels ed al Beck più modaiolo. In effetti il singolo Spectacular Girl sembra realizzato da una cover band degli Eels.

Nel 2013 esce il nuovo album degli Eels, si intitola Wonderful, Glorious (***1/2) ed è, dopo Souljacker e Hombre Lobo, il terzo disco decisamente rock della carriera della (finta) band. Se il singolo Bombs Away è soltanto una diligente riscrittura di canzoni del passato Eels, la title track, Accident Prone e The Turnaround ci riconciliano con uno degli autori migliori della sua generazione. Lunga vita agli Eels.

 
In origine c'erano due categorie di album degli Eels: quelli rock e tristi e quelli pop e tristi. Da qualche anno le cose si sono evolute. Mr. E ha iniziato a produrre dischi di alternative rock e dischi di quasi sole ballate, il tutto con una prolificità precedentemente sconosciuta. The Cautionary Tales Of Mark Oliver Everett (2014 - ***) è con tutta evidenza un album di ballate.  

Il punto di riferimento è, con tutta evidenza, il Tom Waits degli anni '70, del quale Everett sembra imitare anche le non ancora eccessiva asprezze vocali. Dovete sapere che però io amo gli Eels più abrasivi ed anche il Tom Waits degli anni '80. Capirete che il voto non eccellente è legato a questa mia predilezione. Occorre però riconoscere che Mistakes Of My Youth è per davvero una grande ballata orchestrale.

 
Royal Albert Hall (2015 - ***) è il resoconto (due cd + un dvd) di una serie di concerti tenuti nel tempio della musica londinese. Forse per la prestigiosa cornice o forse per l'estro del momento, gli Eels optano per mettere in mostra un repertorio prevalentemente acustico o comunque formato da ballate. Il punto di riferimento è indubbiamente ormai il Tom Waits romantico di fine anni '70, ovviamente con diversi quintali di classe in meno.

Nonostante questo ci sono brani di indubbio spessore anche in questa veste (A Line In The Dirt, A Daisy Through Concrete, Fresh Feeling), mentre poco spazio è dedicato ai grandi successi commerciali della band (ad eccezione di Blinking Lights For Me e di Last Stop: This Town, peraltro riarrangiate in linea con il mood generale dell'esibizione). Questo è già il secondo album dal vivo degli Eels ed è la seconda volta che ci si basa sulle ballate. Si attende con ansia qualcosa di più brioso in futuro.

 Lorenzo Allori