On Air Stiamo trasmettendo:
Marco Monzali

Parola di DJ

newsletter
Vuoi essere informato su tutte le novità di Radiogas?
Iscriviti alla nostra newsletter
Scrivi la tua email



Radiogas Reload N. 2

 

Radiogas vi propone alcuni album da rivalutare (e da riascoltare con attenzione) usciti negli scorsi decenni.

 

David Bromberg – Wanted Dead Or Alive

 

Anno di pubblicazione: 1974

Provenienza: USA

Genere: folk, blues, country

Voto: ****1/2

Brano migliore: The New Lee Highway Blues


Commento: Eliott Murphy è uno dei tanti “nuovi Dylan” che affollavano il panorama musicale americano degli anni ’70. Strada facendo si è scoperto forse più “nuovo Tom Petty” ed ha raggiunto con questo album l’apice commerciale di una carriera non molto fortunata (ad eccezione della Francia, dove è un idolo e dove risiede da diversi anni). Qui omaggia gli eroi della gioventù (Buddy Holly) e quelli della maturità (Bruce Springsteen, che partecipa nell’ottima Everything I Do Leds Me Back To You). In ambito classic rock negli anni ’90 Selling The Gold è uno dei pochi dischi che risplendono di vera luce propria.

 

Assomiglia a: Tom Petty & The Heartbreakers, John “Cougar” Mellencamp.

 

Dove ascoltarlo: nel Quartiere Latino di Parigi, ad una festa universitaria di studenti americani.

 

 

John Fogerty - The Long Road Home In Concert

 

 

Anno di pubblicazione: 2006

Provenienza: USA

Genere: rock

Voto: *****

Brano migliore: Keep On Chooglin’


Commento: ecco l’album dal vivo che i Creedence Clearwater Revival non sono mai riusciti a fare negli anni ’60. Fogerty sarà pure vecchio ma possiede ancora la grinta dei tempi belli e la voce più bella del mondo. Come si fa a non dare cinque stelle con un repertorio del genere, suonato e cantato così bene? Alla batteria siede Kenny Aronoff, uno che per anni è stato considerato il migliore batterista rock del mondo (chiedere conferma a John Mellencamp o agli Smashing Pumpkins).

 

Assomiglia a: Tony Joe White, Johnny Cash.

 

Dove ascoltarlo: in un bar del sud degli States, selezionando il brano preferito da un polveroso juke box.

 

Eliott Murphy – Selling The Gold

  

Anno di pubblicazione: 1995

Provenienza: USA

Genere: classic rock

Voto: ***

Brano migliore: Buddy And Peggy Sue


Commento: Eliott Murphy è uno dei tanti “nuovi Dylan” che affollavano il panorama musicale americano degli anni ’70. Strada facendo si è scoperto forse più “nuovo Tom Petty” ed ha raggiunto con questo album l’apice commerciale di una carriera non molto fortunata (ad eccezione della Francia, dove è un idolo e dove risiede da diversi anni). Qui omaggia gli eroi della gioventù (Buddy Holly) e quelli della maturità (Bruce Springsteen, che partecipa nell’ottima Everything I Do Leds Me Back To You). In ambito classic rock negli anni ’90 Selling The Gold è uno dei pochi dischi che risplendono di vera luce propria.

 

Assomiglia a: Tom Petty & The Heartbreakers, John “Cougar” Mellencamp.

 

Dove ascoltarlo: nel Quartiere Latino di Parigi, ad una festa universitaria di studenti americani.

 

Paul Weller – Catch / Flame!

  

Anno di pubblicazione: 2006

Provenienza: Gran Bretagna

Genere: classic rock, brit pop

Voto: ***1/2

Brano migliore: Foot On The Mountain


Commento: Weller cerca di riassumere la sua lunga carriera con un album dal vivo che racchiude brani dei Jam, degli Style Council e della carriera solista.
Benché il tutto sia gradevolissimo, l’impressione è che non vi siano proprio paragoni tra il repertorio dei primi tre album solisti (Paul Weller, Wild Wood e Stanley Road) e i successivi. Inoltre raramente il “modfather” si lascia andare ai suoi classici assoli chitarristici, e questo è un peccato perché il “ragazzo” con la chitarra ci sa fare e non poco.

 

Assomiglia a: Traffic, The Kinks

 

Dove ascoltarlo: guidando nel traffico la propria lambretta vintage o lo “squalo” della Citroen
 

Audioweb – Fireworks City

  

Anno di pubblicazione: 1999

Provenienza: Gran Bretagna

Genere: elettronica, soul, dub

Voto: ***

Brano migliore: Policeman Skank (The Story Of My Life)


Commento: Ecco cosa succede quando una band famosa per la musica elettronica decide di cimentarsi sul serio con la musica black. Ampi passaggi raggamuffin si intrecciano con infuocati ritornelli soul, spezzati da assoli di chitarra super effettati. Su tutto si staglia la bella voce di Mike Merchant. Di culto e con almeno quattro canzoni da demandare ai posteri: Policeman Skank (The Story Of My Life), Frefall, Personal Feeling ed il singolo Get Out Of Here.

 

Assomiglia a: Linton Kwesi Johnson, Morcheeba

 

Dove ascoltarlo: in Times Square facendo il conto alla rovescia per l’inizio del nuovo anno.

 
  Lorenzo Allori