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Screaming Trees

Gli Screaming Trees si formano nella piccola cittadina di Ellensburg (stato di Washington) all'inizio degli anni '80. La leadership della band coinvolge i fratelli Van (basso) e Gary Lee Conner (chitarra). Nella prima formazione della band militano anche il batterista Mark Pickerel ed il cantante Mark Lanegan.

Il primo album, Clairvoyance (1986 - **1/2), arriva al culmine di una lunga sequela di ep e singoli autoprodotti (abitudine, quella di pubblicare lavori di corto respiro, che la band manterrà per tutta la carriera). Lo stile degli Screaming Trees ha qualche punto di contatto con quello dei Meat Puppets, ma appare subito piuttosto originale. Tanta psichedelia ‘60s ed irruenza garage, per un esordio che del punk ha soltanto la sporcizia sonora e la bassa fedeltà.

Con Even If And Especially When (1987 - ***), il gruppo passa alla SST, una delle realtà discografiche indipendenti più importanti dell'epoca. Il sound oscuro, a tratti confuso del quartetto crea un fascino sinistro. Con brani come The Pathway inizia a delinearsi la personalità dell'ombroso frontman Mark Lanegan: una voce baritonale, impastata da alcol e tabacco, che fa parte essa stessa della materia psichedelica.

La progressione degli Screaming Trees è inarrestabile dal punto di vista artistico almeno quanto è impercettibile da quello commerciale. Invisible Lantern (1988 - ***1/2) esce ancora una volta per la SST e sembra prefigurare un primo spostamento stilistico verso il classico hard rock degli anni '70. C'è comunque ancora tanta psichedelia e pezzi caotici come Grey Diamond Desert o Smoke Rings ne sono la prova.

L'avventura con la SST si conclude con il trionfo artistico di Buzz Factory (1989 - ****), uno dei massimi capolavori della migliore stagione del rock indipendente a stelle e strisce. Il produttore Jack Endino riesce finalmente nell'impresa di disciplinare un poco lo stile selvaggio degli alberi urlanti. Il resto lo fanno le canzoni: Where The Twain Shall Meet, Black Sun Morning, Too Far Away, End Of The Universe e soprattutto il gioiellino Windows sono tra i classici più riconosciuti del gruppo.


Con l'hype creatosi intorno alla scena "grunge" di Seattle, anche gli Screaming Trees trovano un contratto con una major (in questo caso la Epic). Uncle Anesthesia (1991 - ****) è però ttuto meno che un tradimento delle origini. Si tratta in effetti di un capolavoro di psycho rock e forse della migliore espressione della carriera della band. Ci sono almeno quattro canzoni assolutamente da conoscere: Bed Of Roses, Uncle Anesthesia, Alice Said ed Ocean Of Confusion.

La pericolosità tossica che esala dall'ascolto di questo album è veramente senza pari.

Considerato a torto un disco troppo commerciale, Sweet Oblivion (1992 - ***1/2) è viceversa un signor lavoro. In effetti però qui, anche per la presenza del nuovo batterista Barret Martin, molto più tecnico del predecessore, il sound è particolarmente preciso e pulito. Il successo questa volta arride al quartetto con il potente brano hard rock Nearly Lost You. In scaletta ci sono però anche More Or Less e la sublime ballatona Dollar Bill (quest'ultima forse la migliore prova vocale di Mark Lanegan con gli Screaming Trees).

I continui problemi di droga di Mark Lanegan e di Barret Martin ed una continua litigiosità tra il leader ed i fratelli Conner, portano il gruppo al collasso.
 

Dust (1996 - ***) esce quando la fertile stagione del grunge è già conclusa e provoca soltanto malinconia. Il disco sembra dimesso e ripiegato su se stesso e certo le sue fortune non possono essere capovolte dai fragili singoli Sworn And Broken e All I Know.

Nel 1998 sarebbe dovuto uscire un album d'addio, che però verrà pubblicato solo nel 2011. Last Words: The Final Recordings (2011 - ***), vede la partecipazione di Peter Buck dei R.E.M. e di Josh Homme dei Kyuss, ma è un lavoro fortemente condizionato dal malumore che si è instaurato in studio. Door Into Summer, Tomorrow Changes e Last Words sono comunque tre grandi canzoni.

Con Before We Arise (2015 - ***1/2) si ha finalmente una testimonianza della Potenza live degli Screaming Trees. Questo bootleg ufficiale d'archivio fotografa un momento del tour 1993 (quando gli Screaming Trees erano "quasi famosi"). Grande spazio viene assegnato ai classici degli album migliori (in particolare il periodo 1991 - 1993), con una menzione speciale per una splendida versione di Uncle Anesthesia.

 

  Lorenzo Allori