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Simon and Garfunkel

 

Ladies and Gentlemen please welcome Simon and Garfunkel!

 

Era il 19 settembre 1981, l'aria era tiepida e la sera piacevole. Central Park, il polmone verde di New York, brulicava di gente; semplici curiosi, nostalgici e fans si affrettavano verso il Great Lown dove già una discreta folla si accalcava vicino a un grande palco innalzato per l'occasione. L'aria vibrava di attesa, e il cielo sfumava lentamente verso la notte, qualcuno sul palco richiamò l'attenzione generale con una semplice frase “Ladies and Gentlemen please welcome Simon and Garfunkel!”. Erano passati undici anni da quando i due artisti avevano deciso di dividere le loro carriere per l'ennesima volta, Paul Simon per seguire la sua strada musicale e Art Garfunkel per seguire la sua via nel mondo del cinema. Forest Hill era il quartiere del Queens dove era iniziato tutto e dove Paul e Art avevano dato il via alla loro avventura sotto lo pseudonimo di Tom & Jerry. Hey, Schoolgirl, il loro primo singolo (e ultimo inciso come Tom & Jerry) uscì nel 1957, vendette circa 100,000 copie arrivando al posto numero 49 nella classifica di Billboard Magazine, e portando i due ragazzi ad esibirsi alla nota trasmissione televisiva American Bandstand, giusto prima di Jerry Lee Lewis. Ma il successo fu di breve durata e già l'anno successivo il duo di divise: Simon andò al Queen's College e Garfunkel alla Columbia University.

Gli anni Sessanta erano però alla porta. Il Greenwich Village, rifugio per eccellenza dei beatnik negli anni Cinquanta, ora emigrati in California, si stava popolando rapidamente di giovani folkie mentre il free jazz lasciava spazio a canzoni di protesta e chitarre acustiche. Era impossibile non rispondere al richiamo. In ballo c'era fama, contratti discografici, musica e un periodo irripetibile. Come non cogliere al volto l'occasione? I due ragazzi di Forest Hill, dismessi i panni di Tom & Jerry, erano pronti a reinventarsi come maturi folksinger nel loro primo album Wednesday Morning 3 AM, uscito per la Columbia il 19 ottobre del 1964 sotto la produzione di Tom Wilson.

L'album si componeva di dodici tracce, tra cui alcuni traditionals (Go Tell It On The Mountain, Benedictus e Peggy-O) e alcune tracce prese a prestito da conoscenti e amici (You Can Tell The World di Bob Gibson e Bob Camp, Last Night I Had The Strangest Dream di Ed McCurdy e The Times They Are A-Changing di Bob Dylan). Oltre questi vi erano quattro brani scritti da Simon durante il periodo del college: Bleecker Street, Sparrow, Wednesday Morning 3AM e He Was My Brother, dedicata a un comune amico, Andrew Goodman, un attivista per i diritti civili ucciso da alcuni membri del Ku Klux Klan nell'estate del 1964. In aggiunta a queste c'era anche una canzone che sarebbe stata la chiave per entrare nel pantheon della musica: Sound Of Silence. L'album però passo per lo più sotto silenzio non riscuotendo il successo sperato, anche a causa dell'ondata di interesse per la musica d'oltreoceano, soprattutto per quella dei Beatles. Il duo si trovò di nuovo a un punto morto e Paul Simon decise di volare in Inghilterra per espandere i suoi orizzonti musicali, e lì, nel 1965, incise il suo primo album solista. The Paul Simon Song Book (che poi sarebbe stato ritirato per volere dell'autore nel 1979 per essere ripubblicato su cd nel 2004.). Ma proprio mentre Simon era in Inghilterra e Garfunkel cercava la propria strada, fu il pubblico a smuovere la situazione a loro favore: molte radio della Florida e della zona di Boston iniziarono a ricevere innumerevoli richieste per Sound Of Silence, che era stata incisa in una semplice veste acustica in Wednesday Morning 3 AM. Tom Wilson, produttore dell'album, decise di prendere la palla al balzo, e modificare la registrazione originale di Sound Of Silence, aggiungendo chitarre elettriche e batteria (in stile Byrds), rilasciandola come singolo nella nuova versione nell'autunno del 1965. La canzone si affermò in testa alla classifica di Billboard nel gennaio del 1966. Simon seppe quasi per caso dell'insperato successo durante un concerto in un folk club in Danimarca, e detto fatto tornò in America, dove il duo si ricongiunse e iniziò a lavorare su altre tracce mantenendo lo stile folk rock di Sound Of Silence.

 

Il 17 gennaio 1966 Simon & Garfunkel fecero uscire il loro secondo album, Sounds Of Silence, che raggiunse la posizione numero 21. Fu ristampato anche Wednesday Morning, 3 A.M. e, questa volta, raggiunse un'ottima posizione in classifica. 

 In Sounds Of Silence furono incluse , oltre che Sound Of Silence, che apre l'album, anche I Am A Rock (primo singolo estratto), Leaves That Are Green, April Come She Will e Kathy's Song, già presenti nel Paul Simon Song Book, tutte ri - arrangiate questa volta in chiave elettrica, più alcuni traditional, come gran finale (Barbriallen, Rose of Aberdeen e Roving Gambler). Cavalcando l'onda del meritato successo ecco ancora altre hits uscite come singolo, ad esempio Scarborough Fair, ripresa da una canzone tradizionale inglese arricchita con un testo antimilitarista, e la bellissima Homeward Bound, canzone autobiografica scritta da Simon sul suo soggiorno inglese, che saranno poi racchiusi nell'album successivo Parsley, Sage, Rosemary And Thyme del 1966.


Arrivò il 1967, la partecipazione allo storico Festival di Monterey, e la colonna sonora del film The Graduate con Jack Nicholson, a cui il duo partecipò con la canzone Mrs Robinson, che ne celebrò la definitiva consacrazione, se ancora ce ne fosse stato bisogno, valendo a Paul Simon e Art Garfunkel il loro primo Grammy. La canzone nasceva in realtà come una pezzo su cose vecchie, passate, come Mrs Roosvelt e Joe Di Maggio, solo che poi Mrs Roosvelt divenne Mrs Robinson, e la canzone una di quelle cose senza tempo che passano sotto il nome di grandi classici. Subito dopo il duo rilasciò un nuovo album. Bookends si muoveva sulla falsa riga di un concept album basato sulla visione dell'età, e in cui confluirono anche alcuni brani scartati dalla colonna sonora del Laureato (The Graduate), oltre che ovviamente Mrs Robinson. L'album arrivò direttamente alla posizione numero uno della Billboard Pop Albums Chart. Tra tutte le canzoni di questo lavoro svettano sicuramente la ballata patriottica America (che sarebbe poi stata ripresa anche dagli Yes) e la nostalgica Old Friends.


Gli anni Sessanta, una decade magica che si stava rapidamente avviando verso il disincanto arrabbiato degli anni Settanta. E nel 1969 le cose stavano finendo o per lo meno cambiando, e la scena folk del Greenwich Village era ormai svanita in una nuvola i fumo e anfetamine, i tempi stavano cambiando e Paul e Art si trovavano a un nuovo punto di svolta, il primo sempre alla ricerca di una crescita come songwriter e frustato dagli impegni crescenti del compagno d'avventura più interessato alla carriera di attore, in cui stava muovendo i primi passi, che alla musica. Ecco quindi, dopo i concerti finali del tour americano del '69 (di cui esistono moltissimi bootleg) l'ennesima rottura.

L'ultimo lavoro del duo, Bridge Over Troubled Water, viene rilasciato nel gennaio 1970. La title track, uscita come singolo, divenne uno dei 45 giri più venduti di tutto il decennio. Tra le altre tracce figurano le intramontabili The Boxer e El Condor Pasa.

 

Sia l'album che il singolo hanno fatto incetta di Grammy nel 1971 (miglior album, miglior singolo, disco meglio prodotto, migliore canzone contemporanea, migliore arrangiamento and so on). E sulla scia di questo successo la casa discografica rilasciò subito il primo Greatest Hits del duo. Ed eccoci di nuovo nella fresca aria newyorchese, ad aspettare col fiato sospeso che il riccioluto Art Garfunkel e il sorridente menestrello Paul Simon salgano sul palco, un po' invecchiati, forse, ma chi tra il pubblico del resto non lo è? Ecco le prime indimenticabili note di Mrs Robinson che permeano l'atmosfera e il Great Lown che esplode in applausi e grida.

Non ci saranno nuovi album targati Simon and Garfunkel, se non live inediti e greatest hits, come del resto non ce ne sono stati negli ultimi undici anni. Ma ci sono e ci saranno sempre quei cinque album perfetti, magici e cristallini, il lato “leggero del folk revival”, e quel concerto a Central Park, immortalato in cd, vinili, dvd e quant'altro, che ha il sapore del tempo che passa. Parallelamente a tutto questo, ovviamente c'è la lunga carriera solista di Paul Simon, con i suoi alti e bassi e i suoi capolavori indiscussi, che continua ancora a sorprenderci dall'alto dei suoi settant'anni con album in perfetto equilibrio come So Beautiful Or So What.


  Francesca Ferrari