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THE STOOGES Discografia

La band destinata a cambiare il corso della storia del rock americano, portando senza soluzione di continuità gli anni ‘60 di peso negli anni '70, nasce nella città di Ann Arbor, Michingan. La prima formazione della band vede Iggy Pop alla voce, Ron Asheton alla chitarra, Dave Alexander al basso e Scott Asheton alla batteria.
 
Il primo album si intitola semplicemente The Stooges (1969 - ****) ed è già un esempio notevole di quella che sarà ricordata come la scena garage rock di Detroit: chitarre secche e primitive ed una batteria marziale che serra la gola dell'ascoltatore. Sopra questo ossessivo tappeto sonoro, Iggy latra tutta la propria rabbia ed emarginazione.

Canzoni come No Fun, 1969 o I Wanna Be Your Dog sono già punk quando la parola non aveva ancora nessun significato. Produce John Cale dei Velvet Underground, il quale presta la propria stridente viola elettrica negli oltre dieci minuti della psichedelica We Will Fall.

Il secondo album, Fun House (1970 - ****1/2), uno dei più grandi capolavori della storia del rock americano, viene annunciato dall'entrata nella band del portentoso sassofono free jazz di Steve McKaye. Il gruppo è maturato moltissimo e ricerca soluzioni quasi noise invece dei classici riff garage. Difficile scegliere qualche brano in particolare da una scaletta che è così compatta da essere intaccabile dall'esterno. Comunque Dirt, T.V. Eye, 1970, Fun House e Loose sono entrate giustamente nella leggenda. Solo i Ramones riusciranno a sembrare nello stesso tempo così stupidi e così profondi.

Il ciclone del glam rock e l'amicizia tra Iggy Pop e David Bowie creano la nuova compagine Iggy & The Stooges. Nella nuova formazione non c'è più posto per Dave Alexander, Ron Asheton retrocede al basso ed alla chitarra arriva il "guitar hero" ante litteram James Williamson. Raw Power (1973 - ***1/2) è il disco più famoso del gruppo ma, pur essendo un signor disco, non ha la carica dirompente e selvaggia dei due predecessori. Iggy Pop si prepara ad una carriera solista non scevra di soddisfazioni commerciali con brani del livello della title track, di Gimme Danger e dell'inno protopunk Search And Destroy. Senza quest'ultima canzone e Personality Crisis delle New York Dolls, i punk rockers non avrebbero proprio saputo che cazzo suonare.

Lester Bangs diceva che Metallic K.O.: Riot In Motor City (1974 - ***) è l'unico live album della storia del rock in cui si sente il suono delle bottiglie di birra che si rompono sulla cassa della batteria. La storia è nota, gli Stooges tornano a casa e durante un concerto al Michingan Palace di Detroit, Iggy Pop ha la bellissima idea di insultare i motociclisti in sala. Ne nasce una gigantesca rissa nella quale la band continua imperterrita a propinare il proprio glam rock. Il suono è pessimo, ma l'energia è enorme. Inoltre si tratta di un documento sonoro fondamentale per capire le reazioni omofobe che scatenavano le primissime band glam rock americane i cui membri osavano presentarsi truccati e travestiti da donna sul palco. La fama di grande live band degli Stooges è testimoniata da altri dischi storici come Live In Detroit e Open Up And Bleed.

Inaspettatamente il gruppo si rimette insieme con un tour celebrativo dopo oltre trenta anni. Il tutto viene raccontato dal doppio dal vivo Telluric Chaos (2005 - ***), che è gradevole ma ha il torto di non riportare nemmeno una canzone di Raw Power a causa di una causa legale con James Williamson (coautore di buona parte di quel materiale).

Una nuova formazione in quintetto (Iggy, Steve McKay ed i fratelli Asheton + l'ex Minutemen e fIREHOSE Mike Watt al basso) produce il discutibile The Weirdness (2007 - **). Si tratta di un album fiacco, non degno di figurare in una discografia di prestigio come quella degli Stooges. Gli spettacoli dal vivo mostrano poi un Mike Watt ben poco amalgamato con la selvaggia irruenza del leader, ma anche con l'imperturbabilità dei due fratellini terribili.

Dopo la morte di Ron Asheton (2009) ed il ritorno in pista di James Williamson alla chitarra, il nuovo quintetto targato Stooges torna in pista con un disco velocissimo (poco più di mezz'ora) ed ispirato. Si intitola Ready To Die (2013 - ***1/2) e sembra proprio funzionare in quasi tutte le proprie componenti. Non piacciono soltanto un paio di episodi lenti, che ricordano da vicino la recente carriera da crooner di Iggy Pop. 

Per il resto è un assalto all'arma bianca, sangue dello stesso sangue di Raw Power. Ecco a voi Sex & Money, Job, Gun e la bellissima title track a ricordare a tutti chi sono gli irraggiungibili boss del garage rock.

 

  Lorenzo Allori