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AMERICAN GANGSTERS

di Ridley Scott (USA 2007)

con Russell Crowe, Denzel Washington, Chiwetel Ejiofor, Cuba Gooding Jr., Josh Brolin, Ted Levine, Armand Assante, John Ortiz, John Hawkes, Ruby Dee




American Gangster racconta la storia di Frank Lucas, un malavitoso di Harlem che dopo aver fatto l'autista tuttofare di un capofamiglia per 20 anni decide di prendere in mano la situazione e di gestire personalmente il traffico di droga dal sud est asiatico agli Stati Uniti.

Lukas tra la fine degli anni sessanta ed i primi anni settanta, in piena Guerra del Vietnam, è riuscito a mettere in piedi un impero che sembrava incontrastato finché un poliziotto, Richie Roberts, non ha messo il naso nei suoi affari e l'ha arrestato insieme a buona parte dei poliziotti del Dipartimento Narcotici di New York.

Russel Crowe e Denzel Washington recitano come sanno e sono come devono essere ossia impeccabili da un punto di vista formale ma la loro recitazione lascia un retrogusto dolciastro che sa di finzione, di centro commerciale, di pianificazione.

 

 

Hollywood rende la verità inverosimile ed allora anche in questo caso, i personaggi e le situazione che dovrebbero essere fedeli ai fatti sembrano estrapolati da un racconto di fantasia dove tutti i protagonisti, anche quelli che hanno sulla "coscienza" migliaia di morti alla fin fine sono dipinti come dei bravi ragazzi e gli altri, i corrotti, decisamente meno importanti ai fini della riuscita del film, sono spregevoli rifiuti da cancellare.

C'è chi sostiene che questi film scadenti sulla mafia non facciano altro che alimentare miti di romantici delinquenti immaginari che dovrebbero al contrario essere rappresentati in tutto il loro squallore. Sarebbe sufficiente che non rovinassero le serate agli spettatori.

Ridley Scott, autore di alcuni piccoli capolavori (Blade Runner) alternati a filmetti da botteghino pasquale (Soldato Jane), sorprende per l'ambiguità e la facilità con cui propone la duplice versione del suo essere regista: il pagliaccio e il professionista.

Morellik, l'inviato