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CAOS CALMO

di Antonello Grimaldi (Italia 2007)

con Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Blu Yoshimi, Hippolyte Girardot, Kasia Smutniak, Denis Podalydès, Charles Berling, Silvio Orlando, Alba Caterina Rohrwacher

Pietro Paladini non soffre, ha perduto la moglie, morta in un incidente ma non prova ciò che in questi casi ci si aspetterebbe dai sopravvissuti; non è sopraffatto dal dolore, non si strazia le vesti; in un certo senso da una risposta anticonvenzionale al lutto: si siede su una panchina ad aspettare che la figlia esca da scuola, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana.


Nanni Moretti ha fortemente voluto la parte di Pietro Paladini, personaggio principale di "Caos Calmo", le motivazioni della scelta sono palesi fin dalle prime immagini, raramente si assiste ad una tale compenetrazione tra il personaggio e l'attore che lo interpreta.
Moretti, lontano dalle eccentriche interpretazioni del passato e dai furori di politicante girotondista, si raccoglie nella ricerca di risposte che non arrivano per giungere alla comprensione della futilità e dell'inevitabilità dell'affannarsi quotidiano.

 


 

Purtroppo, come spesso accade nei film italiani degli ultimi anni, non tutto il cast è all'altezza dell'attore e regista trentino e lo spettatore durante la proiezione continua basito a chiedersi il perché di alcune scelte.
Nella decisione di affidare ad Alessandro Gassman un ruolo tutt'altro che marginale si percepisce la volontà di sfidare il pubblico.

La sceneggiatura scritta dallo stesso Moretti in collaborazione con Francesco Piccolo e Laura Paolucci., adattamento dell'omonimo romanzo di Sandro Veronesi, è solida e credibile anche se a tratti si lascia andare a passaggi intellettualoidi e pedanti che attentano all'intero impianto narrativo.

La direzione di Antonello Grimaldi non è decisamente ispirata e, incerta, si perde dietro a dettagli inutili sopraffatta dalla figura egemonica di un Moretti che non la lascia respirare.

Infine "Caos Calmo", reso celebre da una sterile quanto banale polemica su una scena di sesso tra le più antierotiche della storia del cinema, è un film ingenuo che merita attenzione per la capacità di raccontare senza pudore, con infantile naturalezza, la storia di un uomo che decide di prendersi del tempo e lasciar correre gli altri.

L'inviato Morellik