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IL GIOIELLINO Antonio Molaioli

 

Regia: Antonio Molaioli

Anno: 2010

Nazione: Italia – Francia

Durata: 110 minuti

 

Anche se la critica non è stata benevola in quanto a commenti (Antonio Molaioli acclamato regista per La ragazza del lago nel 2007, con questa sua seconda opera secondo alcuni ha voluto strafare, osando troppo e con scarsi risultati), il Gioiellino dimostra essere il film giusto al momento giusto (almeno questo merito diamoglielo!).

La storia ricalca le gesta “eroiche” di un “furbetto del quartierino” tale Callisto Tanzi (nel film è Amanzio Rastelli – Remo Girone) patron della Parmalat, salito alle cronache nel 2003 per il crack finanziario che ha coinvolto la stessa azienda, i suoi azionisti e tutti quei piccoli risparmiatori che avevano investito in bond i loro stipendi. Il crack Leda (l’azienda che nel film trasuda Parmalat da tutti i pori) è un surrogato di tanti altri scandali finanziari non ancora venuti alla luce “grazie” alle sapienti mani di politici corrotti (negli anni ’90 c’era la Dc adesso non sappiamo bene che vestito indossino…di sicuro il doppiopetto). Amanzio Rastelli (Remo Girone,l’ormai celeberrimo doppiatore del padre di Pokaonthas), è il presidente di un’azienda di latticini, la Leda precedentemente citata, famosa per il suo latte ma ormai indebolita da una concorrenza al passo con i tempi; lo affianca un uomo dai modi difficili tale Ernesto Botta (il camaleontico Tony Servillo) e dal pugno duro (il classico bastardo che piace tanto alle donne), una mente geniale che affiancherà Rastelli nei suoi giochi sporchi……il deficit aziendale avanza a dismisura? Ecco la soluzione per te: travesti i tuoi conti in rosso in azioni, entri in borsa falsificando bilanci e gonfiando le vendite e il gioco è fatto,riuscirai a darla a bere a tutti coloro che credono l’azienda ancora in positivo! Il crack Parmalat questo è stato e questa è l’Italia di oggi (lo si può notare dalla nota alla fine del film che evidenzia come moltissime aziende a tutt’oggi, stiano beatamente sopravvivendo “emulando” le gesta sconsiderate della Parmalat).

Il film, che vede la partecipazione puramente coreografica della glaciale Sarah Felberbaum, è una trascrizione fotografica di quello che è avvenuto all’interno della Parmalat anni or sono, non esprime concetti né tantomeno si schiera a favore o contro, alcune ovvietà potevano essere risparmiate (la contrapposizione fra Russia statalista e America capitalista è ormai roba antica) ma nel complesso risulta essere piacevole come il suo finale…quando i colpevoli finiscono in manette…ma è un film, la realtà è un’altra cosa.

Chiara Boriosi