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Iron & Wine @ Union Chapel

 Londra 14 Settembre 2010
 

Quando si dice il concerto giusto nel posto giusto! Prendete una location acusticamente perfetta e affascinante, la gotica Union Chapel di Islington, aggiungete una voce che sa emozionare, quella di Iron and Wine (al secolo Sam Beam): cosa otterrete? Un concerto intimo, accogliente, coinvolgente, in fin dei conti magico, rischiarato dalle fiammelle tremolanti delle candele e con semplici luci rosse a fare da perfetta coreografia a un'esibizione da ricordare. Hanno iniziato col tenere i presenti con il fiato sospeso i Low Anthem, special guest della serata, che, con la loro musica, hanno saputo dare il giusto avvio a quella che è sembrata sin da subito una serata tra amici.
Poi il pubblico è rimasto semplicemente stregato dalla successiva ora e mezzo di concerto in cui Beam si è esibito in una carrellata di suoi brani, più o meno famosi, a cui ha sapientemente mescolato battute e canzoni inedite, che a dire il vero fanno ben sperare per il nuovo album in uscita nei primi mesi del 2011.

Solo chitarra e voce, alcuni brani addirittura a cappella, altri con un tocco di pianoforte o di organo appena accennato o con qualche nota di fisarmonica: così Beam ha lanciato il suo incantesimo stregando il pubblico e inducendolo di volta in volta a un silenzio reverenziale e adorante o a un mare di applausi fragorosi. Prima che qualcuno se ne rendesse veramente conto tutto è finito, la magia è andata e la musica definitivamente persa in un brusio sommesso, ma una sensazione di calma e calore ha accompagnato i presenti nella fredda e piovosa notte londinese lasciandoli illogicamente sereni e allegri nello sferragliare della metropolitana.

Qualcuno mi ha chiesto se valeva la pena di andare fino a Londra per sentire Iron and Wine, ma per un concerto così varrebbe la pena di andare in capo al mondo (purché ci arrivi la Ryanair!)!

 Francesca Ferrari