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Jamie Lidell @ Tenax Firenze

Nell'ambito del tour italiano che lo porterà in questi giorni anche a Roma, Torino e Rimini, l'artista inglese ha fatto tappa mercoledì sera a Firenze sul palco del Tenax. Posto in cui si può andare volentieri anche solo per vedere il lungo elenco dei "battezzati" sul sacro palco affisso all'entrata(vedi Radiohead, Sigur Ros, Ben Harper e centinaia di altri che sono stati lì quando ancora non erano...)
  Il concerto inizia alle 23:30, Jamie si presenta davanti a tutta la sua attrezzatura vestito con un giacca nerodorata e un'espressione da nerd mancato in nome dell'ispirazione musicale. Accompagnato soltanto da un pianista che si alterna su classico, moderno e campionature direttamente da computer a seconda di cosa ha intenzione di fare il protagonista.

Eh si, perchè quì viene il bello. Jamie è capace di alternare pezzi puramente soul cantati "a cappella" con pezzi dai tagli elettronici, lavorati sui mixer, sui campionamenti come solo un deejay ben preparato può fare. E allora durante l'ora e dieci minuti della durata del concerto ci siamo visti un bianco cantare il soul e il gospel con una voce che richiamava spesso alla memoria Donnie Hathaway, ci siamo trovati a ballare ritmi a me proprio non consoni (quelli tipo "unz unz" ma quì è meglio che alzi le mani e ammetta la mia totale ignoranza nel genere house/techno/trance etc.), a battare le mani su ballate funk fino alla fine del concerto quando anche il dj-cantante si è scaldato ed è andato a cercare il contatto, stringendo un pò di mani,  con il pubblico visibilmente soddisfatto.

Insomma, un nuovo nome da scrivere con orgoglio nei pannelli di cui vi parlavo a inizio pezzo.

Unica cosa negativa della serata è stato il continuo brusio della gente che era lì più per ritrovarsi che per assistere al concerto e che è riuscita a rovinare l'ascolto a tutti quelli che per almeno la durata di una canzone sanno stare zitti e prestare l'attenzione a chi di dovere.

Andrea Olmi