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Lordi @ Viper

 Firenze 21 novembre 2010
 

Lo spettacolo comincia con due gruppi italiani, Burning Black e The Dogma, forse non troppo originali, ma che bastano a scaldare le prime file di fans del Viper Club di Firenze.

Solo dopo un lungo cambio palco alle 23.00 circa arrivano, con tutte le loro armature, i finlandesi dell'heavy metal.

La loro presenza sul palco è naturalmente scenica, inframezzata di sketch dal sapore horror, con tanto di comparse mascherate che salgono sul palco, per danze cadaveriche, pugnalate alla schiena e spargimenti di sangue vari. Potrebbero sembrare epicamente folli, ma l'autoironia li rende solo dei simpaticoni mascherati. Non si prendono troppo sul serio e questo rende il concerto divertente. La frase più ricorrente è: "Fa un cazzo di caldo." Ci crediamo, con quel trucco da ore di seduta! Anzi, mi viene da pensare se non gli venga mai voglia di smettere di fare da anni concerti con quelle imbracature addosso, con le braccia inteccherite, la faccia coperta e mezzo metro di zeppe. Non comprometterà il modo di suonare? Evidentemente no, tanto che si vocifera che il precedente batterista se ne sia andato proprio perché avrebbe voluto intraprendere un progetto solista, che avrebbe svelato la sua vera faccia. Ma non sono vere quelle poche foto che circolano sul web dei Lordi senza trucco? In questo caso il mistero è svelato (e la magia svanisce), ma in ogni caso il batterista è sostituito e a Firenze il gruppo introduce Otus, la "creatura", un incrocio tra un boia, un macellaio, un alieno ed uno zombie. Abbastanza brutto quindi per far parte a tutti gli effetti della band.

Sparano brani dal loro ultimo album Babes For Breakfast, il concerto si apre proprio con la titletrack, ma spaziano anche tra i loro album precedenti, con i loro classici che suscitano boati gioiosi del pubblico.

Peccato soltanto che il suono non li abbia troppo aiutati, anche se è andato migliorando durante la serata; e bisogna ammettere che al Viper l'acustica cambia spostandosi all'interno del locale. Peccato comunque per un gruppo che musicalmente punta sul suono più di ogni altra cosa, teatrini a parte.

 

Irene Rossi