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ANDROMEDA - Andromeda

Ci sono gruppi che hanno il merito di essere stati veri pionieri avventurandosi in esperimenti coraggiosi, in formule mai usate da nessuno, spesso questi esperimenti hanno creato dei dischi che sono delle piccole perle, magari un disco solo ma seminale, come l’omonimo lavoro di questi Andromeda che nel 1969 hanno contribuito ad una nuova direzione e corrente musicale, apripista sia per il nascente progressive che per un raffinato hard rock con le ultime sprizzate lisergiche tinte in nero.
Il gruppo è formato da John DuCann alla chitarra e voce, Mick Hawksworth al basso e anch’esso voce e Ian McLane alle percussioni.
Parlando del disco, è interessante per l’epoca è la struttura in semi-suite, con i brani legati fra loro, una storia in crescendo, un viaggio verso il nulla è ritorno, nei quali a sottolineare i momenti con estrema cura troviamo delicatezze o spigoli a seconda del momento, il viaggio surreale è costellato anche dall’angoscia dell’ignoto, e il terzetto sa come rendere l’idea di queste malsane visioni. Il brano che spicca su tutti è Day Of The Change, ma per chi ascolta il disco a fondo, c’è materiale da cui molti successori prenderanno spunto, ma come succede spesso inspiegabilmente i gruppi naufragano nel niente, e gli Andromeda hanno lasciato questo unico disco ufficiale al quale negli anni si sono unite rarità riemerse da studio, ma niente di paragonabile al disco ufficiale. 
Il supporto in vinile del primo album è uscito originariamente su RCA ed è piuttosto raro, mentre 7 Lonely Street contiene il materiale per l’ipotetico secondo album ed è stato stampato dall’etichetta Reflection, gli altri cd sono su etichetta Kissing Spell, ed è interessante la riedizione dell’album ufficiale con l’aggiunta di ben otto bonus tracks.

Dopo lo scioglimento ogni componente ha intrapreso progetti diversi, DuCann entra negli Atomic Rooster e poi nei sottovalutati Hard Stuff, mentre Hawksworth lo ricordiamo nei Ten Years After e con un progetto col monicker Fuzzy Duck.

Daniele Nuti