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A UN CERBIATTO SOMIGLIA IL MIO AMORE - David Grossman

Corposo e intenso, il romanzo dedicato al figlio ucciso in Libano

IL CERBIATTO DI DAVID

Grossman: l'amore e la guerra sono infiniti

di David Fiesoli

In copertina c'è una foto: ritrae il volto bellissimo di un ragazzo, di profilo. A libro terminato, viene quasi da identificarlo con Uri, che non è un personaggio del romanzo di David Grossman "A un cerbiatto somiglia il mio amore" (il titolo è tratto dal Cantico dei Cantici), ma è il figlio che Grossman ha perduto nella guerra del Libano nel 2006, a cui accenna in una pagina in fondo al romanzo.

Guandando quel ritratto, si torna con la mente alle fitte pagine che abbiamo appena finito di leggere, e quel figlio perduto ha quasi un volto, anche se non è il suo, è forse quello di tutti i ragazzi morti nella guerra infinita che lacera il Medioriente, Israele e la Palestina. La  protagonista del romanzo si chiama Orah, ritratta a sedici anni all'inizio del libro e ritrovata donna e madre alla fine, mentre la guerra non smette di infuriare e si ingigantisce per una madre, che come ogni madre la rifiuta con terrore, per paura che suo figlio ci muoia, per paura che arrivino i militari e le dicano suo figlio è morto per difendere la patria.
 
 Il figlio di Orah si chiama Ofer, e si arruola, anche dopo aver finito i tre anni di servizio militare che in Israele sono obbligatori. Parte per una missione in Cisgiordania, invece di accompagnare la madre in un viaggio in Galilea come promesso. Orah, disperata, parte per la Galilea lo stesso. Come compagno di viaggio sceglie Avram, l'amico fedele. Era con lei, all'inizio di questo romanzo sulla guerra sull'amore, sull'amicizia e sulla morte, nel reparto di isolamento di un ospedale: gli unici ricoverati lì, due ragazzi e una ragazza al buio, che si riconoscono solo dalle voci. L'altro ragazzo è Ilan. Che diventerà il marito di Orah, avranno due figli, e un matrimonio che non durerà. Anche perchè Ilan è il padre di Adam, ma non di Ofer. Il padre di Ofer è Avram. In un intreccio sentimentale a cui la guerra fa da orribile sfondo, Grossman costruisce una trama che si snoda potenzialmente all'infinito, perchè infinito è l'amore e infinita è la guerra, in un Paese che non ha orizzonti di pace. Sulle spalle dei tre personaggi, il vulcanico Avram,  Ilan dai begli occhi, Orah dai capelli rossi con la morte sempre nel cuore da quando ha perduto l'amica Ada, pesa il passato e pesa anche il futuro. Orah scoprirà le cicatrici di Avram, Avram scoprirà di avere un figlio, e tutti e tre, e i loro figli, oscilleranno tra la tristezza dei presagi e i gesti dell'amore, un amore che la guerra non uccide e che, insegnato dal dolore, resta segno di speranza: Grossman lo incide sulla propria pelle, perchè mentre componeva questo libro immenso, suo figlio Uri è morto in guerra.

DAVID GROSSMAN

“A un cerbiatto somiglia il mio amore”

Mondadori, pp.781, euro 22