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Jazz Foto di Gruppo Arrigo Arrigoni

 

Autore: Arrigo Arrigoni

Editore: Il Saggiatore, Milano - 2010

Pagine: 523

Prezzo di copertina: € 22,00

 

Nel 2007 il critico musicale Alex Ross ha realizzato la sua opera Il resto è rumore: ascoltando il XX secolo, un imponente saggio divulgativo che ci ha raccontato la storia della musica accademica del secolo scorso attraverso le vicende appassionanti delle vite dei compositori. Il libro ha avuto un sacco di successo ed ha risvegliato interesse per la musica contemporanea, un genere che certo non godeva di buona salute. Il testo di Ross ha anche fatto scuola, dimostrando come fosse più semplice fare digerire ai lettori argomenti per specialisti o comunque piuttosto ostici, nascondendoli dietro una prosa piana e una serie di aneddoti curiosi. Il saggio musicale ha smesso di essere obbligatoriamente organico ed ordinato, ma è invece divenuto una sorta di romanzo a puntate (a fine ottocento queste cose sarebbero uscite sui quotidiani) capace di richiamare con un ritmo volutamente irregolare gli stessi accenti della musica che intende raccontare. In definitiva un modo intelligente di parlare di cose che, senza ascolto preventivo, hanno veramente poco senso.

Arrigoni, tramite questo suo corposo volume, ha cercato di ricreare la stessa magia che ci ha fatto apprezzare il libro di Ross ed i risultati sono piuttosto alterni. Si tratta di un critico preparatissimo sulla materia jazz, capace di padroneggiarla con una disinvoltura invidiabile, ma Jazz foto di gruppo appare fin troppo frammentato e disorganico per avvincere il lettore. E’ difficile trovare insomma il filo logico che faccia sembrare le molte vicende raccontate il “romanzo del jazz”. Un’occasione in parte persa, poiché il jazz ed i suoi protagonisti da sempre si prestano al racconto. Sono personaggi letterari in carne ed ossa, spesso più incredibili di quelli di fantasia.

Leggendo questo libro comunque si imparano molte cose, in particolare sui primissimi anni del jazz e questo farà piacere agli appassionati. A me lo ha fatto.

 
 Lorenzo Allori