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LUCY - Jamaica Kincaid

Dalle Antille a Manhattan, senza che nulla cambi
SENZA PIU' ILLUSIONI
Jamaica Kincaid e la ragazza Lucy

di David Fiesoli

"Erano benestanti ma non trovavano nessun collegamento tra i loro agi e la degradazione del mondo che li aveva preceduti. Avrei potuto dir loro un paio di cosette al riguardo. Avrei potuto dir loro quant'era bello vederli prendere un sorso della loro stessa cattiva medicina". Così parla Lucy, la protagonista del romanzo che Jamaica Kincaid pubblicò nel 1990, e che, foss'anche solo per questa frase, vale la pena leggere ora che è stato pubblicato in Italia da Adelphi.
 Un romanzo forte, privo di qualsiasi consolazione e proprio per questo bello, illuminante, scritto nello stile asciutto e deciso a cui la Kincaid ci ha abituati. Lucy viene da un'isola delle Antille, paradiso per i turisti ma inferno per lei, che la vede come residuo coloniale ostaggio del sole e della siccità. Lucy vuol fuggire: dall'isola-prigione, da una madre possessiva che lei critica per le scelte che ha fatto, da un padre indifferente e infedele che condiziona la sua visione dell'universo maschile.
Lucy vuol fuggire non per raggiungere miraggi, ma per togliersi di dosso la polvere di un luogo che la schiaccia a terra: non si fa illusioni, mentre se ne va e approda a Manhattan.
Jamaica Kincaid descrive una ragazza non ancora ventenne che ha il terribile dono di vedere la verità anche e soprattutto quando è nascosta, che vede oltre le apparenze e legge dentro le persone, perchè la vita che ha condotto l'ha abituata a non credere a ciò che viene spacciato per ricerca della felicità, attività in cui gli americani sono instancabili e per questo, quasi sempre, infelici. Così, l'atmosfera di artificiosa perfezione e cieco progressismo che avvolge la famiglia che la accoglie, non ingannerà Lucy: Mariah, Lewis e le loro quattro bambine bionde a cui Lucy fa da baby sitter incarneranno ai suoi occhi un'altra desolazione, quella della famiglia occidentale che non vuol vedere quanto crepate siano le mura che la sorreggono, nè quanto della loro ricca vita sia dovuto alla povertà di altri. Ma le mura crollano, e quando Lewis se ne andrà, infedele proprio come il padre di Lucy, Mariah rimarrà sola alla ricerca di una felicità inesistente. Così Lucy decide di andarsene anche dalla famiglia adottiva, trova un nuovo lavoro e affitta con i soldi che si è messa da parte una casa insieme all'amica Peggy. Senza illusioni, anche stavolta. A New York, Lucy non si affezionerà, ma non vorrà più saperne della sua isola lontana: è una ragazza dura, che si difende per ritagliarsi uno spazio vitale, piccolo, ma tutto suo. E mentre i suoi legami con l'isola delle Antille, con il padre che muore e con la madre bisognosa si sfilacciano sempre di più fino a interrompersi, Lucy dichiara: "Sono sola al mondo. Non è un risultato di poco conto"
 JAMAICA KINCAID
"Lucy"
Adelphi, pp.153, euro 11