On Air Stiamo trasmettendo:
Eightis

Parola di DJ
Causa trasferimento della sede le trasmissioni consuete di Radio Gas riprenderanno solo giovedì 18 Gennaio. In loro sostituzione vanno in onda le nostre selezioni musicali

newsletter
Vuoi essere informato su tutte le novità di Radiogas?
Iscriviti alla nostra newsletter
Scrivi la tua email



A Toys Orchesta - Midnight Talks

 Guardando la copertina di "Midnight talks" degli A Toys Orchestra, con quella strana foto di un bacio che sembra un morso, si pensa subito alla vampira Catherine Deneuve e David Bowie che nella prima scena del film "Miriam di sveglia a mezzanotte" escono in cerca di prede.E proprio come i vampiri questo quartetto si è buttato sulla migliore musica degli ultimi 30 anni succhiandone l'anima.
Senza fare distinzioni, snobberie o scelte commercialmente premianti. Gli A Toys Orchestra ci regalano un disco intenso e prezioso dove ci si trova di tutto: dal rock, al pop a melodie che farebbero la fortuna di qualche indie band svedese. Oltre alla qualità della scrittura e all'originalità degli arrangiamenti orchestrali, è anche la varietà di stili nella track list a colpire. Nonostante siano arrivati già al quarto album la band ha evidentemente ancora molta voglia di sperimentare e di giocare con la musica, aspetto che premierà questa band si spera anche a livello internazionale.

L'album si apre con "Sunny days" una delicata ballata pop, supportata da una tastiera romanticissima e un rimando tra le voci di Enzo Moretto e Ilaria D'Angelis. Poi l'album prende quota con "Red alert", con delle tastiere che ricordano i migliori Cure e una melodia appiccicosa, e il rock viscerale e onesto di "Mystical mistake". "The day of the bluff" è un gioiellino con una melodia elegante che scivola su evanescenti accordi di chitarra, archi, celestiali e sinuosi cori, fino a deflagrare in un finale potente ed elettrico. "Celentano" è il titolo più didascalico e spiritoso che non si vedesse in giro da tempo. Il pezzo suona come una ipotetica perla rara inedita dell'Adriano nazionale, ma ovviamente del suo periodo migliore: i tempi del Clan.
"Plastic Romance, part. 1" è il cuore pulsante del disco, un impetuoso rock con arrangiamenti orchestrali entusiasmanti, fiati e percussioni e riff graffianti. Altra grande canzone che va citata è "Backbone Blues" con un incipit che ricorda i Led Zeppelin ma che poi si spinge molto più in la trasformandola in un pezzo epico e tiratissimo che è destinato a diventare uno dei cavalli di battaglia del gruppo nei loro set dal vivo. L'album si chiude con "Somebody else" un brano ricco e sofisticato pur nella sua immediatezza e semplicità. Sembra un paradosso ma non lo è. Ascoltare per credere.

Un album che può essere eletto come manifesto di quanto sia solida e viva la scena indipendente in Italia, a dispetto di un estenuante esterofilia che impera nei magazine e nel web.

 

Voto: ****

 


                                                                                               Matteo Lion